Autore: Gery Palazzotto

Palermo. Classe 1963. Sei-sette vite vissute sempre sbagliando da solo. Sportivo nonostante tutto.

Quando ho saputo della richiesta di archiviazione della Procura di Messina nei confronti dei magistrati accusati del depistaggio delle indagini sulla strage di via D’Amelio, come d’istinto sono andato a fare una ricerca nei miei archivi. E mi sono perso. Zigzagando tra articoli, libri, opere teatrali, interventi televisivi e affini  mi sono ritrovato, esausto, con […]

Leggi tutto

Non c’entra la memoria, il cui culto tardivo e spesso interessato è fonte di maggiori problemi rispetto all’amnesia. Non c’entra nemmeno l’onanismo del futuro, nel cui nome disprezziamo in maniera indecente l’antico e i vecchi. C’entra il presente e una convinzione urgente ma non recente: che i nostri tempi, quelli che stiamo vivendo, siano di […]

Leggi tutto

L’articolo pubblicato su la Repubblica Palermo. L’estate di una Mondello senza capanne è la fine di un alibi. L’alibi del “chissà”. Chissà come sarebbe la spiaggia senza le cabine/capanne, come se d’inverno non la vedessimo meravigliosa nella sua selvaggia vuotezza. Chissà come farebbero i palermitani a vivere un agosto di sabbia e asciugamani, senza quel […]

Leggi tutto

La prossima settimana c’è una data alla quale negli ultimi tre anni mi sono preparato con patologica dedizione professionale oltre che, com’è giusto, civile. Ma quella civile, che in qualche modo è collegata al mio mestiere di giornalista, è sempre stata una costante avendo vissuto per questione generazionale in prima fila la stagione delle stragi […]

Leggi tutto

L’articolo pubblicato su la Repubblica Palermo. La distanza imposta per decreto è la nemesi di un mondo che da millenni non ha avuto altro obiettivo che togliere metri e chilometri, ridurre differenze geografiche, avvicinare nel tempo e nello spazio. Ma soprattutto certifica l’abbattimento di quei pilastri sociali che al Sud e specificatamente in Sicilia sorreggono […]

Leggi tutto

Sto scrivendo una cosa che riguarda l’altro. Proprio l’altro, il diverso da noi, il vicino che ci spia o lo sconosciuto che ci ignora da lontano. Ma anche l’altro inteso come altra parte di noi stessi, quella che guardiamo allo specchio e che ci illudiamo di conoscere. Un passaggio fondamentale per occuparsi dell’altro (in questo […]

Leggi tutto

Inebriante. Stasera ho avuto modo di parlare di futuro. Che detta così sa di sfigato o di innovatore for dummies (tipo studente o professore della facoltà più affollata nell’università del web, dopo quella degli scienziati).Invece il tema di ciò di cui ancora non sappiamo che tema avrà è, al di là dell’onanismo sillogistico, una bella […]

Leggi tutto

Abituarsi. Abituarsi significa che un arcobaleno che dura più di dieci minuti diventa un panorama noioso. O che il traguardo faticosamente tagliato si trasforma in uno sbadiglio non appena sul campo di gara cala il sole. Personalmente ho sempre combattuto l’abitudine in due modi. Uno sbagliato, l’altro giusto. Del primo ho pagato conti salatissimi, scommettendo […]

Leggi tutto
Social media & sharing icons powered by UltimatelySocial