Mai più
Su Twitter la caduta del nano-tiranno viene celebrata con l’hashtag #maipiù: un lungo elenco di nefandezze che non vorremo sentire, vedere, vivere mai più, appunto.
Su Twitter la caduta del nano-tiranno viene celebrata con l’hashtag #maipiù: un lungo elenco di nefandezze che non vorremo sentire, vedere, vivere mai più, appunto.
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Se Berlusconi lascia la politica, io lascio il Tg4.
Emilio Fede a “Un giorno da pecora”.
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Mentre le voci di dimissioni di Berlusconi si arricchiscono di nuovi, entusiasmanti, dettagli (questione di ore, di minuti, lo dice Ferrara, la Carlucci lo ama ma lo lascia, eccetera) su Twitter spopolano gli hashtag Vivalafuga e AEIOUY, che richiama questa atmosfera festosa. Speriamo che non porti sfiga.
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In the name of God and Italy, go!
Lo scrive oggi il Financial Times, rivolgendosi a Berlusconi, in prima pagina.
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Chiude il Bagaglino, Marcella Bella indagata a Milano per evasione fiscale, la Cei chiede ai politici di purificare l’aria morale del paese. Prossimo passo, i coccodrilli nelle fogne di Roma.
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Da qualche giorno l’accesso a questo blog da smartphone è più semplice e la navigazione è più agile. Tutto ciò grazie ad alcune diavolerie tecnologiche sulle quali non ho il coraggio di soffermarmi. Spero solo che il risultato sia di vostro gradimento.
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Il nostro premier continua a entusiasmare le platee di mezzo mondo con le sue piroette verbali e, in generale, con le sue acrobazie politico-giudiziarie.
Chissà che un giorno la storia, con un suo sberleffo, non decida di declassare questo leader politico a “portatore di personalissime e balzane istanze irricevibili”. Sarà il giorno di una grande rivoluzione: niente fucili e forconi, solo due uomini vestiti di bianco con in mano un foglio che dispone il TSO.
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Accade che Federica Pellegrini illumini il nostro Paese vincendo tutto ai mondiali di nuoto di Shanghai. L’Italia sul podio, e non solo quello sportivo, è un evento sempre più raro. Perché siamo una nazione che vive esclusivamente del suo passato, e che troppo spesso lo rinnega. Vincere significa raccogliere risultati e per raccogliere risultati bisogna avere il senso del futuro, saper puntare sugli uomini, agire in prospettiva.
Federica Pellegrini è una vera solista, per disciplina sportiva e per questione anagrafica. Nascere e vivere in Italia infatti è a tutt’oggi un handicap nel mondo del lavoro come in quello dello sport (a parte alcune eccezioni come il calcio, ma lì parliamo di economia e criminalità organizzata).
Per anni abbiamo scherzato sulle nostre leggerezze, sulla tipicità del menefreghista italico, sul nostro doppiogiochismo politico-internazionale. E probabilmente continueremo a farlo, ridacchiando delle barzellette raccontate ai summit internazionali e alzando le spalle quando nelle centrali mondiali del potere veniamo lasciati in sala d’aspetto. Siamo così, noi del paese del chissenefrega.
Poi arriva una Pellegrini che ci ricorda da quanto tempo non vinciamo, non siamo ammirati, non suscitiamo sguardi di invidia.
Se con quella forza meravigliosa e aggraziata questa ragazza ci desse anche due schiaffoni forse riusciremmo persino a svegliarci.
Grazie alla Contessa.
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Sto leggendo, con colpevole ritardo, “Le correzioni” di Jonathan Franzen, un libro dai dialoghi strepitosi.
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Il risultato dei referendum conferma la strana sensazione che abbiamo provato io e mia moglie ieri sera quando siamo andati a votare. Tutt’intorno a noi facce serie, alcune con un velo di soddisfazione. Tra sconosciuti ci si scambiava sguardi che, osando, avrebbero potuto essere di complicità. A un certo punto un’anziana signora ha detto a se stessa: “Beh, ho fatto il mio dovere”. Come se cercasse consolazione o, al contrario, volesse suonare la carica.
Tutti noi non eravamo andati per votare, ma per contarci.
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Oggi a reti unificate con diPalermo.
Né il Paese né la magistratura né il potere, quale ne sia il segno politico, hanno saputo accettare le idee di Falcone, in vita, e più che comprenderle, in morte, se ne appropriano a piene mani, deformandole secondo la convenienza del momento.(…) Non c’è stato uomo la cui fiducia e amicizia è stata tradita con più determinazione e malignità. Eppure le cattedrali e i convegni, anno dopo anno, sono sempre affollati di “amici” che magari, con Falcone vivo, sono stati i burattinai o i burattini di qualche indegna campagna di calunnie e insinuazioni che lo ha colpito.
Ilda Boccassini in un’intervista del 2002 a Repubblica.
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Il blog è stato offline per più di 24 ore a causa di un grave problema del server (e, una volta tanto, il sottoscritto non ha alcuna responsabilità). Pardon.
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