I poteri forti dei frigoriferi

Dalla doppia pagina dedicata oggi da Repubblica al sindaco di Roma Virginia Raggi emerge quello che passerà alla storia come “il complotto dei frigoriferi”.

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In realtà che il servizio raccolta dei rifiuti ingombranti a domicilio è sospeso dall’estate scorsa perché c’è un contratto scaduto, a Roma lo sanno tutti. Tutti tranne il sindaco.

Le cazzate sull’Aids

Aids

Uno dei campi di maggior affollamento complottistico è quello dell’Aids.
Le teorie più fantasiose vertono sui seguenti argomenti:

l’Hiv non esiste;

l’Hiv esiste e potrebbe causare l’Aids, ma non è stato mai provato;

l’Hiv non è un virus;

l’Hiv non è mai stato isolato;

Robert Gallo, lo scopritore della relazione Aids-Hiv, non ha mai pubblicato niente su una rivista scientifica. Il fatto poi che non abbia mai ricevuto il Nobel è la prova che non scoprì un bel nulla;

l’Hiv esiste e potrebbe causare l’Aids, ma soltanto in combinazione con altri fattori;

l’Hiv esiste, ma non è responsabile dell’Aids in quanto la causa è una combinazione di altri fattori, infettivi e non infettivi;

l’Hiv esiste, ma è un retrovirus inoffensivo e non è all’origine dell’Aids, l’Aids non è quindi una malattia infettiva;

le teorie alternative sull’Aids sono sostenute da importanti premi Nobel per la medicina;

i farmaci antiretrovirali sono la vera causa dell’Aids.

Non una sola di queste affermazioni ha trovato serio riscontro, e per il dettagli basta farsi un giro su internet dove ci sono siti attendibili (di scienziati, di organizzazioni mondiali, di università) che demoliscono la teoria complottista.
Ieri però è stato pubblicato uno studio che spiega con una certa dovizia di particolari come e dove nacque l’Aids. E così anche la più balzana delle fantasie sull’Aids (talmente balzana che non l’ho elencata prima) quella secondo la quale il virus Hiv sarebbe stato inventato in laboratorio da uno scienziato pazzo, o dall’America cattiva, o da un extraterrestre annoiato, finisce dove merita.
Cioè nel cesso.

Se gli inquisiti gridano al complotto

Un estratto dall’articolo di oggi su la Repubblica.

“Rigore è quando arbitro fischia”. La frase più celebre di Vujadin Boškov è utile per capire l’ultima uscita del presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone, che ha denunciato un drammatico accanimento mediatico contro il parlamento siciliano. Vi chiederete: che c’entra il calcio con l’Assemblea regionale? C’entra. Perché nell’agone politico come in uno stadio contano la visione di gioco, la correttezza, e il rapporto col pubblico. Ma procediamo per gradi. Continua a leggere Se gli inquisiti gridano al complotto

Ancora sulle scie chimiche

Qualche tempo fa ragionammo sull’irragionevolezza della teoria sulle scie chimiche. Questo video aggiunge qualche tassello al puzzle.

Effetto sorpresina

Atteso come l’acuto finale all’opera, è arrivato l’anatema di Berlusconi sui casini combinati dai suoi accoliti: c’è una congiura dei pm. Che è come incolpare l’albero, col cui legno è stata costruita la croce, della morte di Gesù Cristo.
A poco valgono i distinguo di Bossi e Fini, un duo ormai accomunato solo dal nome di una triste legge sull’immigrazione.
Il premier deve gorgheggiare come il suo pubblico si aspetta, incurante della profonda differenza tra il canto e la polemica, tra l’arte e la politica. Del resto, a parte che nel calcio, l’effetto sorpresa affascina solo chi ha il culto del bello. E con Berlusconi siamo fuori tema.

Complotto? No, grazie

berlusconi_colpito

Paolo Lussi, Enrico e altri mi segnalano alcuni video come questi su YouTube (ma se ne parla dovunque).  Il tema è il ferimento di Berlusconi, che secondo alcuni “detective del web” sarebbe tutta una montatura.
E quali sarebbero le prove di questa colossale messinscena? Fondamentalmente il fatto che il sangue non sgorghi subito dalla ferita allo zigomo sinistro e che non macchi la camicia.
Non serve aver fatto studi di medicina, basta essersi feriti qualche volta per sapere che spesso il sangue ci mette del tempo prima di venir fuori (in questo caso secondi). Quanto alla camicia, l’abbiamo vista solo nei primissimi minuti dopo l’aggressione e comunque la ferita è stata subito tamponata con un fazzoletto.
Ah, il fazzoletto.
Il fazzoletto è oggetto di altra riflessione da parte di un “detective”: perché Berlusconi lo aveva in mano? Voleva forse mascherare qualcosa dopo il finto colpo del finto souvenir scagliatogli contro dal finto disturbato mentale? Io tengo spessissimo un fazzoletto in mano eppure non tramo nulla.
Ci sono moltissimi argomenti per giudicare strampalata l’ipotesi della mistificazione. Due tra tutti, i meno eclatanti: la figura ridicola della scorta (che, tra l’altro, dipende direttamente da Berlusconi) e di tutto l’apparato di sicurezza; l’oggetto contundente, icona grottesca che stona con l’immagine patinata di un uomo che vive (solo?) di immagine.
Come molti sanno, non ho simpatia per il nostro premier. Non ne ho nemmeno per i complottisti a corto di argomenti.

Scie chimiche e scie comiche

Foto di Paolo Beccari
Foto di Paolo Beccari

Ieri mattina ho partecipato a un dibattito radiofonico su scie chimiche e altri presunti complotti ai danni dell’umanità.  Il mio contributo alla trasmissione era puramente giornalistico, ma più che portare fatti (non sono un esperto di complotti) difendevo La Notizia come entità ormai sconosciuta.
Gran parte degli argomenti branditi dai “complottisti” sono basati su notizie non verificate, non pesate e coltivate in modo estensivo. Cioè, uno spara una fesseria che è talmente bella da non poter essere relegata in un ruolo di fesseria. Un altro la riprende, un altro fa lo stesso e così via. La fesseria a ogni passaggio si arricchisce di nuovi elementi, diciamo di microfesserie, che con uno strano meccanismo finiscono per legittimare ulteriormente la testimonianza di partenza (che, non dimentichiamolo, è una fesseria). Né più né meno una catena di Sant’Antonio di una innocente superficialità, una catena che non ha una fine: il “complottista” perfetto, infatti, non prevede una soluzione per i misteri che crede di voler svelare. Perché constatare che le cose spesso capitano per caso e che, addirittura, hanno un inizio e una fine, comporta un procedimento mentale in cui bisogna arrendersi all’evidenza. E l’evidenza è nemica del “complottista”.
Qualcuno dovrebbe spiegare a queste persone che il colpo di scena viene a noia in un copione costruito solo coi colpi di scena. Ma che ci volete fare? L’uomo sulla luna, l’11 settembre, la morte di Michael Jackson sono eventi troppo complessi per non essere stati architettati da un Grande Vecchio che sta a metà tra Fantomas e Totò Diabolicus.
Risate, applausi, sipario.

Sbaglio ci fu?

stampa

Ecco la foto dello scienziato pazzo, colto in un momento di relax.

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P.S.
Poi qualcuno mi spiegherà, per favore, che significa “tre anni di viaggi gratis a chi si ammala”…
Li spediscono in giro per il mondo a spandere il virus?