I deboli dimenticati dalla burocrazia

I deboli dimenticati dalla burocrazia
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L’inutile vendetta del ragioniere

pigrizia

Un vecchio detto ci ricorda che i generali, certi generali, sono come i volumi di una libreria, più in alto stanno e meno sono utili. Nulla di più vero. A dimostrarlo c’è un ragionamento che parte dalla direzione opposta, cioè da quelli non occupano posizioni apicali in un’organizzazione, in un’azienda o comunque in un sodalizio produttivo.
E’ quella che io chiamo la vendetta del ragioniere.
Se la pratica che vi riguarda è ingiustificatamente sepolta tra le scartoffie di un ufficio pubblico, se la legittima risposta a una vostra istanza non arriva entro i tempi regolamentari, se aspettate un pagamento o se, più semplicemente, chiedete un feedback per qualcosa che per voi è importante, ci sarà sempre un ragioniere al vostro capolinea. Sarà stanco, o annoiato, o preso da altro.
Rassegnatevi, non avrà mai tempo per voi perché la sua inerzia, dinanzi a qualcuno che dipende dalle sue mosse, è per lui la migliore soddisfazione. Non facendo ciò che dovrebbe fare, costui si prende la rivincita contro un mondo che cerca di relegarlo al posto che merita. E sembra urlare: “Vedete che a qualcosa e a qualcuno servo?”.
In realtà lui non serve a nulla perché è il suo non esserci a determinare il valore della sua presenza. Tanto più crea disagio, quanto più crede di salire nella scala dei ruoli sociali.
La sua vita scorre misera sino al bivio finale. O l’oblio di un pensionamento in cui la sua pacchiana pigrizia gli presenta il conto di una vita incolta e inutile, o il dolore di una carcerazione per aver accettato soldi in cambio di una mossa, di una spintarella, di un favoruccio.
In ogni caso, una vita di merda.

Ha ragione

Non c’è regola che si possa dare perché QUI la regola è sottomessa al comodo di tutti. Questo è il costume, dove ogni forma di vita creativa come ogni pezzetto di vita attiva è perennemente mortificata dall’ignobile becera convenienza, dall’indifferenza e dall’assistenzialismo.
QUI, per creare qualsiasi progetto utile alla comunità, sei costretto a chiedere favori per poterlo realizzare.
QUI, devo chiedere per favore a chi sto facendo un favore.
QUI, ogni idea creativa deve prendere la forma dell’imbecillità burocratica.

Oliviero Toscani lascia la carica di assessore alla Creatività di Salemi.

Grazie a la Contessa.

Domande fondamentali

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L'illustrazione è di Gianni Allegra

Per l’inizio della settimana vi consegno alcune domande fondamentali.

Perché i parrucchieri si chiamano prevalentemente Tony, Salvo o Enzo?
Perché sui media il sesso dei maschi viene coperto e quello delle femmine no?
Perché nelle comunicazioni burocratiche (e non solo, purtroppo) si usano abbreviazioni improbabili come: Ill.mo, Gent.mo o Dott.ssa?
Perché su Facebook si chiamano “amici” persone che non si conoscono?
Perché, quando provano un paio di jeans davanti allo specchio, le donne si guardano il fondoschiena e gli uomini no?
Perché quasi tutti dicono di odiare il Grande Fratello, ma quasi tutti lo guardano?
Perché nemo propheta in patria?

La politica del carciofo

La vignetta è di Gianni Allegra
La vignetta è di Gianni Allegra

Dice il ministro Tremonti che il 2009 sarà un anno terribile per la nostra economia, nonostante il premier tenti di minimizzare da mesi la portata della crisi. Ora, se persino un fedele scudiero smentisce il verbo del padrone, c’è davvero da preoccuparsi. E non solo per il nostro conto in banca, ma per gli irritanti sofismi che chi ci governa sciorina a mo’ di filastrocca. Ci rimbambiscono avvertendoci che bisogna evitare la “stretta creditizia”, che ci sono “100 miliardi bloccati dall’eccesso di burocrazia”, che sui “bond non bisogna ragionare in termini di indebitamento”,  che il Pil è in calo. Nessuno però ha il coraggio di dire che la macchina burocratica, ancorché farraginosa, è vergognosamente costosa. Che i ministeri costano troppo e producono poco. Che i privilegi economici dei parlamentari andrebbero dimezzati. Che i prezzi al dettaglio dei beni primari dovrebbero essere tutelati per legge. Che il moltiplicarsi delle tasse genera il moltiplicarsi degli evasori. Che gli aiuti di Stato alle imprese sono un bicchiere d’acqua nella sabbia del Sahara.
Credo, ma posso sbagliare, che alle famiglie non si dia una mano promettendo “di potenziare gli strumenti per aiutarle nel pagamento delle rate dei mutui per la casa, l’acquisto di automobili e di altri beni”, ma impedendo che un carciofo costi un euro a Cerda (la patria del carciofo), che una famiglia media debba spendere quattro euro al giorno (ottomila lire) per comprare il pane, che una pizza margherita costi otto euro (sedicimila lire), che una birra nazionale al bar costi quattro euro, che una bottiglia d’acqua siciliana costi in un supermercato siciliano cinquanta centesimi (mille lire). Il “potenziamento di strumenti” di cui non si capisce un’acca insomma dovrebbe lasciar spazio al potenziamento della buona creanza. Che però come ogni cosa gratuita è difficile da reperire.

OT
A causa di un problema tecnico il blog non è stato raggiungibile per qualche ora. Mi scuso. Del resto, cose del genere succedono anche nelle migliori famiglie.