Dare dell’idiota a chi lo è

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Grazie a Mirko Boschetti via TW.

Sara, svegliati non è più primavera

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L’ultima fotogallery di Sara Tommasi ci spiega che la ragazza non va più paparazzata. Ma aiutata.

Liberi di…?

slot machine, come dice il nome del gioco stesso, sono i bufali (bisonti americani) che popolano le interminabili praterie nordamericane. hard” src=”http://www.gerypalazzotto.it/wp-content/uploads/2012/07/sara-tommasi-hard-300×225.jpg” alt=”” width=”300″ height=”225″ />

Senza peli sulla lingua

L’inesauribile Sara Tommasi scrive in esclusiva a Oggi una lettera in cui ipotizza un coinvolgimento di Berlusconi nei fatti che hanno portato alla rottura tra lei e Alfonso Luigi Marra. Una testimonianza avvincente in cui si sfiorano i santuari dell’economia mondiale, si chiamano in causa Fabrizio Corona, Ronaldinho e altri intellettuali. E in cui, a dispetto della consecutio temporum, dell’inestricabile selva di frasi relative, dell’ortografia creativa, si arriva sino al premier Mario Monti. “Senza peli sulla lingua”, precisano al settimanale.
Avranno fatto i loro accertamenti.

Tipi al top

Fabio Volo: il panorama della letteratura ammirato da sottoterra.
Nicole Minetti: l’insostenibile leggerezza del benessere.
Alberto Sordi: un esilarante senso del tragico.
Fabrizio Ferrandelli, candidato del Pd a sindaco di Palermo: sgomenti di gloria.
Mario Monti: humor inglese rivolto agli italiani cercando di far ridere i tedeschi.
Sara Tommasi: una continua scoperta (e non ha mai freddo).

Mi levo le mutande perché c’è un discorso politico

Mi levo le mutande perchè c’è un discorso politico da portare avanti.

Sara Tommasi a Libero (come dire Maometto e la montagna).
Sarebbe rassicurante immaginare, dietro simili dichiarazioni, un’intelligenza strategica, un guru della comunicazione che ci prende in giro, tutti quanti.
Invece Sara Tommasi fa tutto da sola. E’ un’enciclopedia vivente della stupidità, non sua ma del sistema che le dà ogni giorno nuova aria per i denti.

Ho vinto qualche cosa?

Un comunicato dell’avvocato scrittore Alfonso Luigi Marra e della soubrette bocconiana Sara Tommasi.

Va chiarito che il rapporto tra Sara e me, consolidatosi da quando vive a casa mia, ha causato una violentissima reazione del cuore del sistema mediatico, oltre che dell’entourage di Sara. Una reazione, che proprio io ho vanificato, dapprima accompagnata da minacce di annientamento mediatico, ma poi culminata, in una clinica nel tentativo di praticare a Sara una siringa di Aldol per quindi ricoverarla facendola apparire esaurita.

Chi lo ha capito vince qualche cosa?

Lasciate stare Sara Tommasi

«Il mio lavoro mi porta a contatto con un certo ambiente e con personaggi del calibro di Berlusconi, Gheddafi, Putin. Non mi pento di niente, cosa avrei dovuto fare? Non lavorare nello spettacolo?».
Corriere, 9 febbraio

«Il mio problema è un impulso insopprimibile a fare sesso. Ma non sono una prostituta. È che mi sciolgono la droga nei bicchieri… Certo, se un ministro mi offrisse 15mila euro… ma è solo un’ipotesi».
Novella 2000 di questa settimana

“Riprendi subito Ron (Ronaldinho, ndr) nella tua squadra di m… o ti faccio escludere da Obama dai Grandi del mondo”.
Sms inviato a Berlusconi il 15 gennaio 2011

Le tre frasi appartengono alla starlette Sara Tommasi, una che in un qualsiasi altro Paese sarebbe rimasta a fare l’aspirante velina, modella, attrice, miss, in attesa di un momento buono, di un’ispirazione o chissà di una immancabile spintarella da parte del produttore bavoso e maneggione, e che invece è diventata un elemento chiave dell’iniziativa giudiziaria contro Silvio Berlusconi.
Nelle intercettazioni della signorina Tommasi c’è tutto e l’abbozzo di tutto, come del resto nelle sue impervie dichiarazioni alla stampa. Il suo sms su Obama e Ronaldinho passerà alla storia come la cazzata più solenne della storia moderna, dopo il voto della Camera su “Ruby nipote di Mubarak”. Una di quelle frasi che gli scrittori vorrebbero mettere nei libri se il pudore di dover tramandare qualcosa ad anime innocenti non fosse un’umana barriera contro l’imbarbarimento dei tempi da narrare.
Perché Sara Tommasi è – diciamolo – una testimone impresentabile. Una che cita il presidente degli Usa e un calciatore famoso con la stessa disinvoltura con la quale manda a fare in culo un premier che, probabilmente, non l’ha mai calcolata più di quel che gli serviva. Una che si credeva al centro di un mondo che non la comprendeva. Una che probabilmente ha perso la luce della logica nel buio della personale delusione.
La Tommasi non è e non potrà mai essere una vera teste d’accusa contro Berlusconi, ma al contrario sarà l’appiglio ideale per i suoi difensori: disordinata, incoerente, pacchiana, esagerata. Una di quelle che sa le cose perché gliele ha dette suo cuggino… E che si vanta di amicizie tanto fantasmagoriche quanto ridicole. Sara Tommasi si sente una first lady tradita, e sembra non aver contezza di non essere first, di non essere lady e di non essere nemmeno tradita (il tradimento si riserva alle persone che hanno un peso oggettivo).
Se fossi un magistrato non mi sognerei nemmeno di valutare i verbali di una persona con un simile disordine interiore. Al limite girerei tutto al suo medico curante.

Grazie alla Contessa.