Cornuto, satiricamente parlando

La vicenda di Vasco Rossi e di Nonciclopedia ha costretto blogger, editorialisti, chiacchieratori da bar e passeggeri di autobus a occuparsi per la miliardesima volta del rapporto tra libertà di critica e satira.
Siccome quasi tutto è già stato scritto/detto, provo a riassumere con tre domande.

1) Se prima di dire cornuto a qualcuno io mi metto il cartellino “autore satirico” sul petto, sono libero di offendere?

2) Se dopo che gliel’ho detto pretendo il suo applauso sono ancora un autore satirico o un incosciente?

3) Se la cosiddetta contestualizzazione (ci sono luoghi in cui dire cornuto a uno pesa meno che dirlo altrove) è un’attenuante, perché lo è solo per la satira e non anche per il diritto di critica?

Tenete i bambini lontani da questo post

Questa è un po’ spinta, ma del resto il personaggio che ha ispirato questa cosa è uno che ci va giù duro.

Grazie a Maurizio Micale.

Matrimoni

La Carfagna ha sposato Mezzaroma.

Con l’altra mezza era già stata fidanzata.

Situation room

La foto di Barak Obama che segue in diretta nella situation room le fasi del blitz che porterà alla uccisione di Osama bin Laden, si avvia a battere un record su Flickr. Intanto nel web ci si scatena con le parodie. Eccone alcune.

Ridono di noi

Il comico Charlie Brooker, nel suo programma 10 O’Clock Live, parla di Berlusconi e delle sue qualità di statista.

Grazie a Tex Willer.

Le cazzate sono una cosa seria
Le cazzate sono una cosa seria
Ridono di noi
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Lezioni di satira

E’ molto istruttivo assistere alla satira telecomandata del terzo millennio. Un paio di comici hanno un’idea così così e prendono in giro il premier durante il festival nazionale del cazzeggio ugolante, cioé nel corso della manifestazione che più di ogni altra celebra la grandezza del finto effimero, dell’arte canora.
Il megadirettore di rete, una via di mezzo tra un cecchino e il dentista de Il maratoneta, li richiama all’ordine. La satira non si fa così, ma così: cioé un giorno si prende per il culo il capo, e un altro si sfottono i poveracci che stanno sotto il capo. Praticamente la negazione non solo della satira, ma di qualunque anelito di creatività.
Fermiamoci un attimo:  cosa volete che gliene freghi a un manipolo di lottizzati, raccomandati, prostituti o prostituibili della libertà di satira (che è l’indicatore di civiltà di un Paese)? Quelli devono sbarcare il lunario, magari concedendosi un extra pseudo- governativo, e tenere ben calda la poltrona.
Io trattengo ancora il fiato fin quando non potrò esplodere in una pernacchia liberatoria. Ho buona volontà e polmoni forti. Del resto ho anche smesso di fumare…

La vera Monica Setta

La verità sul giornalismo (quindi sui fatti) è solo quella che arriva dalla satira.

Grazie a Giacomo Cacciatore.

Dura satira, sed satira/2

Dopo le polemiche di ieri, Sergio Staino si giustifica oggi sull’Unità.

Dura satira, sed satira

C’è un gran casino sulla vignetta di Staino pubblicata oggi dall’Unità.

Dietrologia politica

di Gianni Allegra