Qualche giorno fa hoscrittosui miei ispiratori, persone e personaggi che in qualche modo mi hanno influenzato nella professione, nelle passioni, nello sport e in generale nella visione delle cose del mondo.
Non è una classifica, né una walk of fame. Non ci sono etica e rimbalzi sociali a condizionarmi. Non è una lista di buoni, di geni, di perfetti, di modelli: alcuni di loro lo sono innegabilmente, altri sono persone qualunque che hanno “funzionato” magari solo con me, a loro insaputa. Non è nemmeno una resa dei conti. Perché sono grato a ognuno di loro e se mai ci fosse da pagare un conto, dovrei essere io a mettere la mano al portafoglio.
Insomma completiamola, quest’opera. E spieghiamo. Spiegare non è mai superfluo. Magari provateci anche voi: a una certa età mettere nero su bianco le cose importanti fa sempre bene.
Donald Fagenè lamiamusica con e senza gli Steely Dan, la mia vita si divide tra prima e dopoThe Nightfly.(Lo sto ascoltando mentre scrivo queste righe)
Stephen Kingè il maestro anzi il Re. Non ho mai letto un suo libro distrattamente, neanche quelli che mi sono piaciuti meno.
Gino Vannelli è la colonna sonora delle mie imprese sciistiche. Ancora oggi quando ascoltoBrother to Brothersento odore di sciolina nell’aria.
Phil Collins, perchénon è ancora morto.
Sheila E., la vidi in concerto con Prince (di cui sotto) e capii che grazia e potenza e bellezza stavano tutte lì, davanti ai miei occhi stralunati.
Manolol’ho frequentatoda ex arrampicatore, da giornalista e poi da amico.
Toni Valeruzmi fece venire la più insana delle idee della mia vita: buttarmi con gli sci da una pietraia di Monte Pellegrino. Per fortuna ci ripensai, altrimenti non sarei qui. O ci sarei a rate.
Prince è statoil mio alfabeto musicale.
Clare H. Torryperchéè la voce più bella della canzone più bella.
Nick Hornbyscrivecon la fluidità e la serena spensieratezza che vorrei avere io e che nessuno ha, a parte lui.
Ernest Shackletonè il mio eroe della più grande avventura cinematografica che non è mai stata un film.
Moana Pozzi,perché l’ho conosciutae non dimenticherò mai che l’intelligenza è sexy.
Salvo Licata è statoil mio maestrodi giornalismo e, diciamolo, di vita.
Wassily Kandinsky, perché i suoi colori visti all’Hermitage di San Pietroburgo li ho ancora negli occhi.
Italo Calvino, le “Lezioni Americane” è il libro che miha cambiato la vita. E che mi ha costretto a fare conferenze sui libri che cambiano la vita…
ClaudioMagris, ovvero ilSommoMagris.
Roger “Verbal” Kint(attenzione spoiler!) è Keyser Söze, il protagonista del più bel giallo-thriller di tutti i tempi.
Oriana Fallaci, perché non essere d’accordo con lei era insostituibile spunto di arricchimento.
Graham Vick, un grande regista teatrale, uno dei giganti che ti metteva a tuo agio con idee di una genialità sconvolgente e che non ti guardava mai dall’alto in basso. Una volta con lui realizzammoun fotoromanzo…
Pat Metheny, la chitarra e il chitarrismo quandovolevo essere un chitarrista.
Donna Summer, ilprimo turbamentosensuale per unsussurroche veniva fuori da un vinile.
Filippo Carollo, l’amico che mi manca ormai quasi da trent’anni. Un amico che non sono riuscito a salvare.
Peppino Sottile, ilgiornalistache mi ha datofiducianonostante la sua intransigente ferocia. Ancora oggi quando ci sentiamo cito a memoria le sue cazziate.
Guido e Maurizio De Angelis. Il primo 33 giri che ho consumato sino a piallarlo. Un The Best delle lorocolonne sonore: da “Piedone lo sbirro” a “Altrimenti ci arrabbiamo”, da “Per grazia ricevuta” a “Orzowei”.
Niccolò Ammaniti perché “Ti prendo e ti porto via” è il mio romanzo d’amore.
Maria Cefalù è stata una regista della Rai siciliana cheper primami ha affidato un programma radiofonico – avevo vent’anni – ed ebbe il coraggio di anticipare a mio padre che no, non sarei stato un medico.
StanleyKubrickperché non conosco un regista che ha attraversato generi e scritture così diverse come ha fatto lui.
Olivia Newton Johnper la sua grazia eterna. Di grazia siamo affamati, ma non ce lo confessiamo.
P.S. La foto è di trent’anni fa – Val Thorens, 3.500 metri di quota, 26 gradi sotto zero – e ha dentro gran parte di ciò che ho scritto in queste righe. Basta guardarla con un pizzico di compassione ;)


… Schietto, diretto, talmente diretto che nemmeno a scansarsi si uscirebbe illesi da ogni singola parola che scrivi… …se tu scrivessi in Breil , perfino un cieco sentirebbe quanta passione e amore ci metti dentro ogni tua frase , e da ognuna di esse riesci con classe a trasmetterci ora rabbia, ora sofferenza e dolore, talvolta sdegno per chi sa solo lamentarsi degli altri senza pensare a se stesso come un ignavo… e poi.. poi fai trasudare anche gioia e gratitudine per chi ti ha ispirato facendoti diventare quel “ drago della penna che sei”!…
Che dire?… leggerti e’ nutrimento allo stato puro… e per quanto ogni volta che ti scrivo mi sembri sfuggente o addirittura infastidito, mi ritrovo sempre a volerlo fare, perche’ ricevere una tua risposta , fosse pure semplicemente un cenno, mi onora , mi istruisce e mi fa sognare …
Chapeau!❤️
Cara Orietta, grazie per le tue parole. Non le merito davvero tutte, ma la mia autostima – è innegabile – gongola.
Mai stato sfuggente o infastidito nelle risposte, e se lo sono stato e magari non me ne sono reso conto, mi scuso e mi scuso ancora.