C’è un gran casino, forse per il caldo e forse anche per la noia d’agosto, sullavicendadel parco di Parma intitolato a Sandra Mondaini e Raimondo Vianello anziché a Falcone e Borsellino.
Spesso quando c’è di mezzo l’antimafia la vista si annebbia e la capacità di analisi si appiattisce: è più comodo spararla grossa e mancare il bersaglio che tenere il colpo in canna e mostrarsi prudenti.
La storia di Parma ha un retroscena non di poco conto. Il parco, anzi una porzione di parco, non è più intitolata ai due giudici dal 2007, da quando cioè vi fu l’unificazione con un’altra parte di verde. L’area si chiama Parco Eridania, e tutti in città la conoscono così.
A Falcone e Borsellino è stato deciso di intitolare due nuovi viali della stazione.
L’unico spazio per una discussione che abbia un minimo di collegamento con la realtà lo dà la scelta di Sandra e Raimondo come personaggi da ricordare, da celebrare con gli onori della toponomastica. C’è di meglio? Certo. C’è da scandalizzarsi? Non mi pare o chissà.
Falcone e Borsellino lasciamoli in pace, la memoria coatta ha sempre un che di ridicolo.

DiGery Palazzotto

Uno che scrive. Sei-sette vite vissute sempre sbagliando da solo. Sportivo nonostante tutto.

5 commenti a “La memoria coatta”
  1. Lo so, l’avevo pure scritto.
    Quindi i casi sono due: o siamo davanti a un’antimafia letargica che ha dormito sullo “scandalo” per cinque anni oppure proviamo a leggerebenei resoconti delle ultime cronache e ammettiamo che lo “scandalo” non c’è. Senza per forza doverci sentire mafiosetti se non ci indigniamo per lo spostamento di una targa da unaporzionedi parco a una zona ben più importante della città.

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