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Il proprietario è tenuto in grande considerazione: quello che dice lui è vangelo.
Vero Abbattiamo.
L’ultimo che ha scritto qualcosa che non gli sconfinferava, ha preso tutti i suoi rotoli e li ha seppelliti presso il Mar Morto.
Il proprietario non usa mai “io soggetto”, usa sempre “io verbo”.
La sera, per accendere la luce, basta che il proprietario mormori: Fiat Lux.
In quel locale il telefono non si usa per comunicare, ma solo per scomunicare.
E poi a Ostia c’è un’osteria…
Menù per vegetariani: iscariote alla julienne.
E ci sono francescani che bevono certi cappuccini…
Possibile pacchetto cena-cabaret, in collaborazione con “il Convento”.
E quelle detestabili polpette in umido, le monachine?
Il conto è uno schiaffo. Lasciare la mancia sarebbe come porgere l’altra guancia.
Il cameriere non ama Saviano, lo fa aspettare sempre ore per un tavolo.
Quelli che vengono da Sodoma invece, gli trova subito un posto dove sedersi.
Dite quello che volete, ma io ho mangiato un piatto di spaghetti allo scoglio che mi hanno fatto risuscitare!
Ed il caffé? Solo Tonaca di Monaco!
Barabba al rhum.
Chiedo venia.
Il cameriere, a proposito del caffé (Tonaca di Monaco), quando te lo porta, per farti capire che è buono ti dice:
tu u culu(ri) cià taliari.
Al posto dell’ammazzacaffé, a chi piace, servono l’ammazzaladrone.
Altrimenti… Petrus o Amaro Averno.
Con l’Amaro del Carabiniere non vanno molto d’accordo invece.
Sull’Unicum ci hanno messo una croce.
Tovagliati? sempre puri ed il celeste é di regola.
Quasi una rivelazione l’insalata con i San Marzani e Basilio.
Sì, ma in principio era…Il Verro…dopo divenne Cutino…
E le Cape Sante? Che dire delle Cape Sante? Le fanno in maniera Divina!
Per non parlare di come cucinano il pesce San Pietro: un nirvana.
il pesce non manca mai,e anche i pani
I clienti sono così affezionati che per mandarli via devono schiodarli.