Foto di Daniela Groppuso

Ustica è un’isola che potrebbe essere un gioiello e che invece è solo un ricovero di appassionati. Appassionati di mare vero, di immersioni subacquee e null’altro. Perché null’altro quest’isola offre, nonostante la bellezza selvaggia dei luoghi.
Ustica e gli usticesi guadagnano col turismo solo grazie ai diving center, che attirano sub da tutta Italia. Un’amministrazione comunale e un’organizzazione attenta alla gestione della riserva naturale dovrebbero tendere a salvaguardare la salute dei diving center: se chiudono loro, è finita. Invece si inventano tasse e balzelli, costruiscono ostacoli con provvedimenti folli. Chiedono soldi in cambio di nulla. Non c’è un solo servizio pubblico a Ustica orientato a valorizzare l’unica risorsa economicamente efficace: quella del turismo subacqueo.
Questa politica e questi burocrati fanno male a Ustica. Gli usticesi dovrebbero svegliarsi, uscire dal loro sonno della ragione e farsi sentire. Per far sì che l’incantevole tramonto di punta Spalmatore non sia quello di un’isola al tramonto.

DiGery Palazzotto

Uno che scrive. Sei-sette vite vissute sempre sbagliando da solo. Sportivo nonostante tutto.

4 commenti a “Il tramonto di Ustica”
  1. Ragazzi che meraviglia!! Una foto al giorno come questa leva tutti i pensieri di torno!!!
    p.s. Ah ‘sta classe politica! Non sarà una classe di somarelli?

  2. caro Gery
    credo che l’ analisi fatta sull’ isola di Ustica è un po superficiale. vero è che i diving hanno un ruolo rilevante sull’isola di Ustica ma non è la sola forma di turismo…per fortuna direi visto pure che il numero dei divers è inferiore al numero dei posti letto .
    Si possono organizzare tante cose belle ( es: Usticadreams ( siamo alla 6° edizione) o la nuova rassegna delle attività subacquee ma per la prima ci vogliono grandi organizzazioni e per la seconda “grandi” soldi.
    Caro Gery
    Un comune con pochi spiccioli può fare poche cose oltre l’ordinaria amministrazione se in più l’ area marina è commissariata dal 2003 dimmi tu come si può programmare una stagione turistica in questo stato di “precariato istituzionale”.
    Ustica come tutte le isole viene vissuta dai turisti/diving solo nel periodo estivo ( è difficile organizzare immersioni a dicembre te lo dice uno che ci ha provato)e le attività commerciali isolane ne risentono . proporrei che tutte le isole minori , e non solo Lampedusa, possano almeno d’ inverno diventare “zone franche ” ma qui il discorso si “allarga”.
    Buon lavoro a tutti
    f.to un Usticese
    ps: @Fran ti invito la seconda domenica di settembre a partecipare alla gara degli somarelli una vecchia tradizione isolana(vedi festa di San bartolicchio )

  3. Caro Gigi, frequento Ustica e non sporadicamente da decenni e sono testimone di un progressivo e spero non inesorabile impoverimento turistico dell’isola. E’ vero, i posti letto sono superiori al numero dei divers: per questo l’isola è semideserta. Potremmo allargare il discorso, come dici tu: ai prezzi incompatibili con la qualità dei servizi, alla povertà dell’offerta turistica (a parte la pacchiana festa di piazza della rassegna subacquea dove i politici si pavoneggiano e nessun cittadino osa cantargliele), al divario tra bellezza intrinseca dei luoghi e indisponibilità degli abitanti.
    Ustica è un’isola meravigliosa che non vuole turisti. E’ un’isola di finti furbi. E’ l’esempio della bellezza prorompente della natura rovinata da chi la bellezza la detesta.
    Ribadisco: quando i diving center decideranno di andare altrove, Ustica morirà. E la gara dei somarelli servirà solo a dare un sussulto alle serate di noia mortale dei vecchi del luogo.
    Svegliatevi, prima che sia troppo tardi.

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