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Le lettere anonime di Massimo alla questura, che arrivano a don Vito neanche scherzano…
se non può riabilitare il nome di suo padre almeno sta tentando di riabilitare il suo
Mah…. mi viene in mente la scena delle comari nella parrucchieria “in casa” del film di Roberta Torre “Tano da morire”
Mah… ma come, prima ci piacia che era il figlio du Sinnaco… e avia tutti sti zii in casa e ora… Mah….
“Quant’é Mafiuso Tano Miuuuu”
Caro Gery, anche a me ha colpito la frase di Massimo Ciancimino. Non entro nel merito delle cose che ha già detto e delle altre che, probabilmente, dirà appresso. E non do giudizi sul perchè parli. Rifletto solo su un punto: lui è cresciuto nell’ambiente di suo padre, ha visto e sa cosa era don Vito. Ha subito, nolente o volente. Oggi però, non nega chi era suo padre ed è conscio di ciò che ha fatto. Quanti altri figli di mafiosi hanno fatto lo stesso? Quelli di Riina, di Provenzano o dei vari politici già condannati, hanno ammesso le colpe dei genitori? Pensa a quanto sarebbe dirompente la presa di distanza della figlia di Riina dal padre. Non so quali siano i motivi che hanno indotto Massimo Ciancimino a parlare, né quali siano i suoi obiettivi. Giudicherà chi deve giudicare.
Caro Filippo, sono d’accordo.
Anch’io concordo con Filippo.
Su Ciancimino jr staremo a vedere cosa diranno le (doverose) verifiche.
Il mio condomino ha avuto per qualche tempo come collega(impiegato bancario ) Giovanni Ciancimino.
Per quanto ne ha potuto capire questi ragazzi vivevano in un sistema di ordine assolutistico.
“Tu fai questo , tu non fare questo”, senza possibilità di dialogo
@fm: non è che per questo io li compatisca. Se avessero voluto, avrebbero potuto tagliare con il padre molto, molto, molto prima.
Compatire? Non scherziamo.
Le apparizioni mediatiche di Ciancimino hanno tutto il sapore di promozione ai suoi libri.
Già. E poi i Ciancimino figli hanno fatto per anni e anni una mega bella vita sulle ceneri di Palermo. E mi sa che la fanno anche oggi.
Poverino, non può più sfruttare il patrimonio accumulato dal padre. In qualche modo deve mantenere il suo vecchio e sfarzoso stile di vita.