Le Cannes di Bondi

L’attimino fuggente
di Giacomo Cacciatore

Al festival del cinema di Cannes 2010 spiccheranno due assenze. Una è quella dell’attuale ministro della cultura Sandro Bondi (l’autore delle poesie a Silvio, sì, proprio lui)  che contesta – anzi deplora –  il film “Draquila” di Sabina Guzzanti, a suo dire lesivo della dignità dell’Italia all’estero. L’altra riguarda il regista Jafar Panahi. Involontaria: l’hanno ammanettato a Teheran perché preparava una pellicola contro il regime.
Da un lato, chi promuove la censura. Dall’altro, chi la subisce malamente. In mezzo, qualcosa che non andrebbe toccata da nessuno, pena il ridicolo per non dir di peggio. Cioè la libera espressione artistica.
Inutile chiedersi chi, tra i due assenti, complici le circostanze, stia facendo una figura barbina internazionale che si ingrossa ogni giorno di più. Mettendo fianco a fianco le ragioni di Bondi e quelle di Panahi, almeno il destino non se n’è stato con le mani in mano. Oltre che cinico e baro, deve essere anche comunista.

Pubblicato da

Gery Palazzotto

Palermo. Classe 1963. Sei-sette vite vissute sempre sbagliando da solo. Sportivo nonostante tutto.

29 commenti su “Le Cannes di Bondi”

  1. Caro maestro,
    a quanto pare Bondi non era neanche stato invitato.
    Millantato invito direi.
    Forse sperava che qualcuno lo facesse. Avrà confuso Cannes per un concorso di poesie d’amore silvico-apicelliane.

  2. Non era stato invitato, dunque anche l’assenza di Bondi è “involontaria”: il Festival si svolge “a sua insaputa”… :-)

  3. Qui c’è chi paga le case agli altri a insaputa degli stessi fortunati beneficiari. Che sarà mai un festival che si svolge a insaputa di un ministro della cultura?

  4. La polemica orba del politicastr(ante)o di turno risale ai tempi di “Ladri di biciclette” e del neorealismo. Quindi il ministro non è nemmeno originale quando si impegna a fare delle figure di m***rda. Ma su questo nutrivo pochissimi dubbi.

  5. Cara APPattiamo,
    ho letto questo:
    http://www.corriere.it/politica/10_maggio_04/bondi-repetti-A_10501d22-5764-11df-8ce3-00144f02aabe.shtml
    sforzandomi molto, tengo a precisare.
    Sapere che Bondi è (ancora) di sinistra, e che le toghe (?rosse?) stanno aiutando Berlusconi a far cadere Lombardo e conseguentemente il governo nazionale (andando subito alle elezioni anticipate NON auspicate dall’opposizione) mi ha proprio confuso.
    Le possibilità, per quel che riguarda me, rimangono solo queste due:
    1) mi sono fatto io due Cannes e non capisco più ciò che leggo (e non è così, delle Cannes intendo)
    2) sono io che devo urgentemente andare a fare due Cannes con la Guzzanti, e possibilmente senza il questuante di cui sopra.

    PS
    ha mai pensato di cambiare il suo nick in “APPattiamo iTermosifoni”?

  6. @Tanus: APPattiamo è bellissimo. Quasi quasi cambio…
    Però sono anche affezionata. Fammici pensare.

  7. Cara APPattiamo,
    io ho cambiato(momentaneamente?) il mio in iTanus,
    come risultato di due Ceres.
    Non oso pensare come cambierebbe dopo due Cannes…
    MacTanusPro?… MacAnusAir?…

  8. Io di meglio non ho saputo fare. Ma costo poco. Mi scaricate a SOLI 5000000000,00 i-euro.

  9. Ci sono stato ieri. Pensavo che fosse verruca e invece era un calletto.

  10. Scroppai io in sostanza.
    L’app era per “benzina a scrocco”.
    E’ tutta colpa dell’ultima app che ho scaricato:
    iDislessico.

  11. iCaccia:
    l’ultima perchè iCosifare e devo scappare.
    A proposito di “Pensavo che fosse verruca e invece era un calletto.”
    Secondo lei, ci sarà mai qualcuno che dirà chiaramente:
    “Pensavo fosse Amore e invece era un nanetto”?

  12. Ma che state ‘a dì! Per ricostruire il senso di questi commenti deliranti c’ho impiegato un’ora buona.
    Si vede che sono ostaggio dei milanesi. Sob!

  13. Ahia, contessa… Brutto segno.
    Milano più che da bere in certi casi è da evitare…

  14. nel mio paese gli anziani usano un lamento ricorrente,un pò alla ficarra e picone,anche quando non c’è granchè motivo,usano lamentarsi tra loro così: ahi miu,ahi,ahiahiu miu!
    oggi,leggendo l’intervista di lombardo,mi verrebbe spontaneo dire: i miu, i, i iu miu!

  15. Carlo Rossella a 8 e mezzo, con(tro) Sabina Guzzanti.
    Se avesse avuto un’iPad si sarebbe arrampicato anche su quello.

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