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La frase completa sarebbe “…quell’uno per cento va messo da parte e valorizzato.”
Gerry
Qualche mese fa in un intervento sul blog e sempre a riguardo dello schifo che si può provare dalla lettura delle cronache della politica italiana dei tempi correnti – c’è ancora qualcuno che continua a definirla la “seconda repubblica” – scrisse provocatoriamente che la politica in Italia è “pornografia”. Ci siamo! Le cronache di queste ultime ore sembrerebbero provare che la provocazione, la satira, l’esagerazione di quella affermazione è largamente superata dalla realtà. Si profila un nuovo “Italian business model” condito con massaggi, sesso e, forse, altro. Vorrei aggiungere che anche l’informazione è pornografia, la stampa e la televisione. La strategia della comunicazione istituzionale è quella di mettere continuamente in discussione l’indipendenza della magistratura, di paventare il nichilismo, il qualunquismo, il giustizialismo, di ricercare il complotto per demarcare gli schieramenti per se stessi e per gli avversari politici.
Ci stanno avvelenando con la loro informazione lentamente: piccole gocce, ogni giorno, ogni ora. Arriveranno nel cibo, nelle bevande. I giornali, la televisione del mattino, del pomeriggio, della sera, i TG sono già diffusamente inquinati. Stanno penetrando la testa e i cuori della gente. Fino a quanto i nostri cuori potranno resistere? A quando lo schianto del sistema? A me pare che non se ne esce più.
Se io vendo 10.000 euro di merce con fattura e 1.000 senza fattura, la finanza non mi può perseguire.