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Ma io mi domando e dico, tornando al nostro Beniamino: un presidente del consiglio ha notizia (tramite il suo gruppo editoriale, e già ci sarebbe di che discutere) di un video evidentemente ricattatorio ai danni di un presidente della regione. Cosa fa? Invita il potenziale ricattato a denunciare immediatamente il fatto. E lui stesso, data la carica che riveste, si sente obbligato a fare lo stesso, che il ricattato lo voglia o no. Questo nel mondo normale. In quello nostro, il presidente del consiglio telefona al ricattato in via privata, gli parla come un papà-padrino, non denuncia un bel niente, e poi va anche a dire in giro: “io l’avevo avvertito”. Ma nessuno dei sostenitori di Berlusconi si è ancora reso conto di con chi hanno a che fare? Ma siamo impazziti?
Ma siamo sicuri che “prima si stava meglio”? Almeno in termini di chiarezza? Se vi va, date una lettura a quest’articolo che m’ero messo da parte:
http://www.archive.org/stream/ScandaliSessuali/11_scandali.sessuali_30_08_09_djvu.txt
Inquietante, no?
@il cacciatorino: ormai le “nostre” coscienze sembrano rivestite d’amianto, inattacabili da qualsiasi sussulto d’indignazione.
@Bar: ma con totale assenza di stile, direi.
Qualche giorno fa Gery ha pubblicato un post molto interessante sulla dose di “cronaca” quotidiana minima consentita… Io ho già raggiunto la saturazione e sono in fase di disintossicazione: consiglio l’ultimo libro di Ohran Pamuk, “il museo dell’innocenza”.
Dose minima, saggia regola che non riesco a rispettare: la paura dell’assefuazione m’induce paradossalmente al rischio di overdose.
Cerco di riequilibrare con un insufficiente ricorso ad integratori culturali. Come l’appena avviata rilettura di “Tenera è la notte” (dopo troppo poche pagine, l’impudico dubbio: ma com’è che mi era piaciuto tanto?)