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Leggere e scrivere gratis può essere sicuramente un’enorme soddisfazione. Se chi scrive ha già un buono e consolidato reddito e non ha un’occidentale ingordigia compulsiva.
Io invece penso che comprare ciò che leggi sia meglio. E’ il senso di una scelta.
Cl.R.
Leggere gratis? Sicuramente il mio portafogli mi ringrazierebbe…
Appunto: chi paga le prestazioni gratuite?
Quando ho cominciato a scrivere per i giornali lo facevo per la gloria. Oggi lo faccio soprattutto per Gloria, mia figlia. Un articolo ha cambiato i miei orizzonti. Ma non la voglia di scrivere. Saluti
Oppure si potrebbe portare a compimento la lettura, decidere qual’è il valore da attribuire e fare un bonifico all’autore. Il sistema è lo stesso di un famoso (ad opera della stampa) ristorante non mi ricordo di quale città. Il cliente consuma il suo pasto e decide “la ricompensa”. Buongusto e meritocrazia.
Dimenticavo, non conosco Lansdale ma è senz’altro miliardario.
Tempo fa un gruppo musicale , Radiohead, ha pubblicato il loro lavoro su Internet.
Chi voleva poteva scaricarlo pagando quello che ritenesse essere il prezzo giusto.
A parte i primi giorni, in cui a causa di un malfunzionamento del sistema anche se si inseriva la cifra zero era permesso il download dei brani,successivamente milioni di utenti si sono connessi per acquistare i brani con cifre che partivano da un euro in su.
Non sarebbe male applicare lo stesso metodo ai libri.
Sicuramente gli scrittori e le case editrici la pensano diversamente.
Scrivere gratis? Semplicemente, non gli credo. Leggere gratis? No, ma una politica dei prezzi che renda i libri accessibili a tutti è cosa buona e giusta (“Uomini che odiano le donne” di S. Larsson è arrivato a 21,50 Euro)!