Apostoli, colazione e cena

Thoiry, sul sottile confine tra Francia e Svizzera. Colazione felicemente pigra a casa di amici. Dopo il primo caffè, Mara (palermitana d’esportazione, come suo marito) fa: vediamo che si dice a Palermo.
Accendo il computer e scarico la mia copia di E Polis. Scorrono le pagine in pdf.
Un po’ di yogurt, grazie.
Ecco la cronaca della città.
Spremuta di arance?
Naturalmente!
Cammarata nomina dodici saggi per risollevare la città.
Brioche?
Ancora, grazie.
E’ tutta gente di Palermo che sta al nord, che occupa posti di successo.
Mi passi il burro?
Secondo le propalazioni del sindaco, i dodici saggi si muoveranno su un terreno che va dal turismo alla mobilità, dalla cultura al porto. Tutto lo scibile amministrativo, insomma.
Un po’ d’acqua, per favore.
Ma loro lo sanno di essere stati nominati?
E che ne sappiamo.
Quanti hai detto che sono?
Dodici.
Come gli apostoli! Ma si sono già incontrati?
Mmmh, non credo.
Quindi c’è ancora tempo per l’ultima cena.
Oh, no! Ma che paragoni…
Hai ragione. Ancora caffè?

Pubblicato da

Gery Palazzotto

Palermo. Classe 1963. Sei-sette vite vissute sempre sbagliando da solo. Sportivo nonostante tutto.

12 commenti su “Apostoli, colazione e cena”

  1. tranquillo. nonostante l’ego elefantiaco dei suoi protagonisti, il nuovo miracolo italiano non riuscirà ad avvalersi della resurrezione. neanche se chiedono la fiducia in parlamento.

  2. A Palermo di saggio è già difficile trovarne mezzo. Figuriamoci dodici.
    Un bentornato!

  3. quella che temo è la successiva pentecoste con la discesa dello spirito santo, è vero però che qualcuno non dovrebbe più esserci se la storia dovesse ripetersi.

  4. Per fortuna la resurrezione è scongiurata. Nel senso che, con la fine di questa sindacatura, Cammarata ce lo leviamo di torno. Senza più il timore di un “a volte ritornano”.

  5. Credo sia intercambiabile: non per essere pessimisti ad ogni costo, ma non mi pare ci siano le condizioni, in città, per un cambiamento autentico. Non sarà forse invisibile, ma servo dello stesso padrone.

  6. Animo, ragazzi: Barack ha giurato. E anche alla lontana siamo cittadini del mondo.

  7. Io sarò ottimista: forse con cinquanta simil-Cammarata riusciremo a fare un quarto di saggio di Palermo. Ma, come cantava qualcuno, “Non non ci saremo…”. Aggiungerei un “Per fortuna?”.

  8. cito la buonanima di mio nonno, vecchio saggio: “cchiu’ scuru ri menzannotti un po’ fari!”… vi invito all’ottimismo dunque.

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