cammarata

Quattro giorni fa, con grande soddisfazione, il sindaco Cammarata aveva annunciato che l’Irpef non sarebbe aumentata. Ieri invece la giunta comunale ha approvato l’aumento della Tarsu.
Ora, a parte le sigle che sembrano prese da un romanzo serbo (“La giovane Tarsu trovò consolazione sulla spalla di Irpef…”), appare evidente lo stato di schizofrenia dell’amministrazione comunale palermitana. Anche perchè Irpef e Tarsu sono realmente collegate (quasi abbracciate, come i personaggi del romanzo serbo) per un’unica ragione: il disastro dell’Amia.
Se il sindaco di Palermo avesse il dono della parola pubblica, possibilmente non microfonata, provata, riprovata, montata, ripulita e depurata, tutto sarebbe più semplice. I cittadini chiederebbero lumi su quella che sembra una scemenza colossale e lui risponderebbe a tema (con una controscemenza colossale?). Purtroppo così non è. Cammarata evita ogni confronto pubblico e non concordato con sei mesi di anticipo (il tempo che gli occorre per imparare a memoria tre risposte di 15 parole ciascuna).
Ora che ci penso, anche Amia è un bel personaggio per il famoso romanzo.
(“Mentre Irpef era abbracciata a Tarsu, la padrona Amia entrò nella stanza e sbottò: ma come, le mie valige per Dubai non sono ancora pronte? Muovetevi o ve la faccio pagare cara!”)

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