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“Perdono” significa “dono che va oltre misura”. Per noi che misuriamo tutto, è logico che non può esservi, nemmeno per una spinta su un autobus o un tamponamento di auto, figuriamoci per queste atrocità. Il perdono è un cammino, è un punto di arrivo, un esercizio. Che probabilmente richiede anche un riferimento “altrove”. Chiedere al genitore di un ragazzo assassinato il giorno prima se perdona è la più tremenda idiozia di cui si macchiano quotidianamente alcuni giornalisti.
E nemmeno, talvolta, dopo anni. La richiesta di perdono da parte di Spatuzza è legittima se fa parte di un percorso di conversione, e non di “pentimento” solo legale. Ed anche la risposta della madre del piccolo è legittima. Spatuzza può solo sperare di poter ripassare più tardi.
Ma quale perdono?
All’inferno nel fuoco eterno