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Spiace per uno dei musicisti che, negli anni 80-90, ha dato un grande contributo alla musica italiana: dichiarazioni del genere rappresentano il terreno di coltura su cui la mala pianta della cultura criminale si innesta, cresce e fiorisce.
Parlare così di Saviano è sciocco. Borsellino e Falcone erano magistrati e potevano emettere mandati di cattura e instruire processi, Saviano ha saputo scrivere un best-seller che ha il gran merito di informare la gran parte della gente. Quella che non legge i giornali e si limita ad ascoltare il TG1 o mediaset, tra l’altro a ora di pranzo e cena tra una portata e l’altra.
Giudicare la bontà di una persona da morto è troppo facile. Lo abbiamo fatto anche con Falcone e Borsellino. Non dimentichiamolo
Che vergognosa caduta per Pino Daniele.
Ringrazio quanti hanno già “postato”, gli altri sono ancora in tempo a “postare” sul proprio blog il logo della “Giornata dell’ingenuità” ricavabile dahttp://www.torietoreri.splinder.com, e ad esprimere una frase o una riflessione sull’argomento. Grazie ancora a tutti!
Farò io la parte dello spiacevole: dirlo è poco elegante, ma non ha tutti i torti. La camorra ha i mezzi per sbarazzarsi di Saviano, se non lo fa è – forse – perché la portata del fenomeno è stata un po’ gonfiato da un ottimo ufficio stampa.
Spero di non passare per filomafioso, o filocamorrista, perché dico che Saviano non fa niente di particolare. Niente che non facciano anche altri, meno famosi e meno reclamizzati, nella sua stessa regione.
Ah, a proposito: chi non legge i giornali non legge neanche “Gomorra”. Il mercato dei libri è molto più ridotto di quello dei quotidiani. Soprattutto nelle terre a forte vocazione mafiosa come la Campania, la Sicilia e la Calabria.
Gomorra ha probabilmente venduto moltissime copie a Milano. Terra di nessuno delle mafie, dove – come abbiamo visto anche a Vieni via con me – sta prendendo piede la ‘ndrangheta dopo anni in cui la mafia ha fatto il bello e il cattivo tempo, ma dove chi ha letto quel libro, lo stesso giorno, avrà comprato almeno un quotidiano. Forse due.
@ silas E’ un criterio discutibile ritenere che se qualcuno è ancora vivo vuol dire che non da fastido. Falcone è stato ucciso dopo essere andato via dalla procura di Palermo e quindi si sarebbe potuto pensare che non avesse fino a quel momento dato fastidio. Inoltre mi riuslta incomprensibile – oltre che velata dalla molla del risentimento – l’argomentazione: Anch’io contribuisco alla lotta alle mafie ma nessuno me lo riconosce quindi non è giusto riconoscerlo a Saviano che non ha fatto nulla più di me.
Questa logica del Se non tutti nessuno … dovrebbe essere ribaltata nel cooperare perchè sempre più emerga il contributo di tutti
@Vix
Mi attribuisci un argomento che non ho usato: “Anch’io contribuisco alla lotta alle mafie ma nessuno me lo riconosce quindi non è giusto riconoscerlo a Saviano che non ha fatto nulla più di me”. Ho detto semplicemente un’altra cosa: che in assenza di un efficace ufficio stampa molti altri rimangono nell’ombra. Non c’è una valutazione giusto/sbagliato, ma solo la presa d’atto che l’ufficio stampa che ha promosso il fenomeno Saviano, pur funzionando molto bene e quindi avendo la dote della sostanziale invisibilità, in realtà esiste. E c’è, nel mio ragionamento, un altro elemento, se mi è consentito: che, pur considerando lodevole l’azione di Saviano, non la considero “straordinaria”, come appare oggi in Italia. E’ un onesto professionista come tanti altri.
E’ invece piuttosto invalsa, nell’antimafia, l’abitudine a essere primedonne. A dire “io, e io solo, sono il profeta che salverà questa terra”. Esattamente un concetto opposto a quello, condivisibile, che esprimi tu nella parte finale della tua analisi.
Per tornare on topic, infine: non ho neanche detto che se qualcuno è ancora vivo non dà fastidio. Sto dicendo che, forse, sovrastimiamo il fenomeno Saviano. Per essere ancora più chiari: la – lodevole, è necessario ribadirlo? – azione di Saviano è ordinaria professionalità.
[…] Je so’ pazzo […]
Io la penso come Pino Daniele. Per quel poco (pochissimo) di esperienza che ho in termini di informazione antimafia, penso che Saviano sia stato e continui a essere un finto eroe, fin troppo sopravvalutato. A me, onestamente, sta antipatico.
Capovolgo la questione: Falcone e Borsellino, come d’altronde Padre Puglisi, erano più “isolati”, non tanto come magistrati e sacerdote, ma come persone. Adesso ci sono tanti “Saviano”, più difficili da snidare, perchè nonostante tutto nella coscienza popolare si è fatta strada la legalità: non per nulla comincia ad emergere maggiore attenzione per la “questione morale” a tutti i livelli. Ed è questo il momento, pensiero ingenuo ma convinto, per dare la spallata definitiva all’arroganza del potere. “I dream…”
Non riesco a comprendere il filo logico di certe affermazioni. Servirebbe a questo punto una certificazione della camorra? Saviano, secondo me, non dovrebbe piacere per decreto, ma neanche morire per convincere gli scettici. E poi diciamolo, quando certi personaggi arrivano alla frutta e non se li fila più nessuno, oltre a ripetere il vecchio stantio e palloso repertorio, tirano bordate come quei vecchietti che guardano gli scavi. Robe da rincoglioniti.
diffido sempre dei moralisti che si ergono a maestri di vita e danno troncanti giudizi di bontà o mafiosità a destra e a manca.
chiunque abbia letto libri e giornali prima di gomorra, sa bene quanto già fosse emerso e ampiamente denunciato da coraggiosi e sostanzialmente anonimi professionisti della cronoca campana, certo saviano ha avuto il merito di romanzarlo bene e di trovarsi una casa editrice,la mondadori,che ha saputo valorizzare e rilanciare i suoi scritti.
da qui a farne un santone ce ne passa