Lo Strega che non strega

 Poche parole

di Raffaella Catalano

Ieri mi sono inflitta l’annuale autoflagellazione e ho seguito il Premio Strega in tv. Tutto come da programma. Si mormorava da tempo che ci sarebbe stato un testa a testa tra “Acciaio” di Silvia Avallone e “Canale Mussolini” di Antonio Pennacchi, e così è stato. Poi Pennacchi ha vinto. Un tomo Mondadori/Berlusca per la quarta edizione consecutiva. Anche qui nessun “oohhh” di sorpresa. L’unico ad accennare a una presunta combine, Paolo Sorrentino. Ma i benpensanti diranno, come sempre: l’invidia di un perdente. Che però, aggiungo io, scala le classifiche.
A parte questa (solita) solfa, ne ho notata un’altra, non meno ricorrente: i brani dei libri letti durante la serata finale, da quando ho ricordi, sono sempre scampoli di temino di scuola media. Quattro-righe-quattro, insulse, piatte e senza stile.
Magari i romanzi in cinquina allo Strega sono tutti immancabilmente banali. Chissà. Oppure si fa un’accurata selezione per declamarne in Rai gli stralci peggiori. Ri-chissà. E una deleteria stoccata la assestano anche le interpreti, attricione decotte, attricette tettute o sciacquine parvenues che siano: leggono i contemporanei con un’enfasi che risulterebbe demodé persino in un teatrino amatoriale di provincia. Se in finale ci andasse un redivivo Dante sporgerebbe denuncia per danni. A sé e soprattutto alla voglia di leggere.

Pubblicato da

Gery Palazzotto

Palermo. Classe 1963. Sei-sette vite vissute sempre sbagliando da solo. Sportivo nonostante tutto.

10 commenti su “Lo Strega che non strega”

  1. non c’entra niente con lo Strega e non so voi cosa ne pensate ma io sono contenta che il Brasile (come squadra di calcio) se ne sia tornato a casa! ahhhh! Sospiro di sollievo !

  2. Raffaella, io non sono uno scrittore, non sono un editor , non sono niente, sono solo un lettore e sui premi la penso proprio come te

  3. C’entra con lo Strega. Perché, al contrario di certi concorsi letterari, nel calcio esiste ancora il fattore sorpresa.

  4. Il primo frame affascina, il secondo… Strega, il terzo uccide lettore e telespettatore

  5. beh, ragazzi, siamo il paese che ha creato la Mazzantini… che vogliamo? (e, comunque, grazie alla nostrana società delle lettere, almeno ha smesso di recitare…)

  6. Io tifavo per un’altra presenza allo Strega, “Un anno fa domani”, di Sebastiano Mondadori, edito da Marsilio…
    Va bè…
    Bellissimo post.
    Vi aspetto a Marsala ;-)

  7. D’accordo… come ha detto qualcuno lo Strega di quest’anno è stato davvero “un flop assistito”…
    e anche la diretta Rai non ha certo valorizzato il tutto, anzi.
    Ma possibile che non ci siano giornalisti davvero in gamba in Italia e alla Rai?
    Bel post anche per me!

  8. Bel post, lo condivido!
    Quest’anno non ho visto la trasmissione – forse mi sono sorbito le notti mondiali – ma posso riferire che l’anno scorso e l’anno prima era la stessa solfa. Il vincitore o la coppia di vincitori sono noti anche all’annunciatrice RAI. Poi ci fanno assistere alla farsa dello scrutino che è solo la vanitosa passerella televisiva dei 400 ben pensanti (gli “amici della domenica” di nome e di fatto) d’Italia: che poi sono sempre gli stessi e i libri se li fanno leggere.
    Insomma, ancora un’altra testimonianza dell’uso indecente e criminale del cosiddetto “servizio pubblico”. Una latrina.

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