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io che sono meridionale, di etnia incerta e d’indole malvaggia e lavativa, dove mi siederò la prossima volta che andrò a Milano e avrò bisogno del metrò?
Gery, rido da 10 minuti buoni. Proprio quello che mi ci voleva in questo momento… “In Libia Franceschini, Maroni felice” è fantastica!
I neri negli States si emanciparono giusto con la faccenda del posto a sedere in bus, qualche anno fa. Per noi la storia va in senso antiorario. Baget Bozzo ci guarda da lassù. Spero non mi veda.
E’ la teoria del tempo circolare caro Gianni
Non dovrebbe funzionare al contrario? Posti sui mezzi pubblici riservati a handicappati, neri e terroni?
Beh, Silvia, forse nei paesi dell’occidente evoluto e progredito. Ma ti pare che da queste parti si sia andati oltre la parodia tragica del triste ventennio?
Siamo in piena parodia tragica. Non ti manca materiale su cui lavorare.
…Gianni.
[…] Read the original here: Giochi (tristi) di parole | Gery Palazzotto […]
E Berlusconi dove lo mettiamo.Mi aspetto risposte esilaranti.
D’Artagnan, ti prego di mettere un freno alla tua ossessione berlusconiana.