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Alcune cose “mitiche”:
a) gli “specializzati di ripresa” venivano ancora chiamati operai (l’attuale definizione è degli anni ’90, una delle tante ipocrisie lessicali che ci hanno vinto);
b) Biagione Agnes in regia che si sostituisce al regista (fa-vo-lo-so!!!). Un po’ come il Cavaliere quando passava in rassegna le scollature delle ragazze di “Drive in” o come Pippo quando mandava a comprare le calze a rete al corpo di ballo russo perché le povere ballerine erano arrivate a Sanremo con le calze smagliate;
c) se l’occhio non mi inganna c’era anche un collegamento con l’Auditorium di Napoli: quello che un tempo ospitava le stagioni sinfoniche della “Scarlatti” (una delle 4 orchestre sinfoniche che aveva allora la Rai + 2 di musica leggera) e dal quale i nostri sabato sera estivi venivano deliziati dai “live” (lessico contemporaneo) di “Senza rete” (Mina, Patty Pravo, Aznavour etc.) che oggi non si fa più (e menomale, altrimenti ci rifilerebbero un recital di Marco Carta! no, no, continuate pure a usarlo come teatro di posa per “Un posto al sole”; tanto Napoli, che bisogno ha di una grande sala da concerto?)