Lo sballo del mattone

La vignetta è di Gianni Allegra
La vignetta è di Gianni Allegra

Il rilancio dell’economia italiana, in tempi di crisi nera, è tutto nel mattone. Secondo il nostro governo, per guarire l’enfisema del portafoglio bisogna provocare una metastasi dell’abusivismo. Insomma, un malanno scaccia l’altro.
La deregulation strutturale – possibilità di ampliamento delle abitazioni esistenti, abbattimento di edifici antichi con possibilità di ricostruirli altrove – è, per il trust di cervelli che amministra l’incolpevole cosa pubblica, l’unica via di salvezza. Soldi in cambio del perdono per un abuso.
Prima che gli esperti del signor B. si aggiuntassero nel loro atelier delle idee, qualcuno ha provato a obiettare che gli unici effetti che i condoni edilizi del 1994 e del 2003 avevano ottenuto erano quelli indesiderati, ma è stato bollato come pessimista, cianciatore e, peggio ancora, comunista (mancava l’appendice “di merda” dal momento che Bossi era fuori per il week-end e Borghezio era stato impegnato tutta la giornata a smanganellare un senegalese che aveva cercato di pulirgli il vetro dell’auto, ndr). La creatività degli artisti economici del signor B. non si può impantanare nei numeri del passato: loro veleggiano verso il futuro florido, verso il benessere, l’amore, la concordia. Il passato non c’entra un tubo, menagrami di merda (Maroni era di reperibilità, ndr)!
Eppure se solo i maestri di un simil pensiero avessero aperto le porte del loro concilio per un attimo, il primo usciere di passaggio avrebbe ricordato loro che, se proprio si voleva puntare sul mattone, sarebbe bastato investire sul recupero dei centri storici, sulla manutenzione del patrimonio edilizio (senza distruggere e ricostruire altrove). Avrebbe obiettato che un simile progetto orizzontale – più ricchezza per tutti – è in realtà verticale, cioè l’esatto opposto, perché coinvolge solo le classi benestanti, quelle che hanno casa di proprietà e che hanno soldi per ampliare a dismisura.
Che soluzione anticrisi è quella che coinvolge i meno affamati di un paese con lo spettro della fame?
Alle prossime elezioni il primo usciere che si candida, lo voto.

Pubblicato da

Gery Palazzotto

Palermo. Classe 1963. Sei-sette vite vissute sempre sbagliando da solo. Sportivo nonostante tutto.

8 commenti su “Lo sballo del mattone”

  1. Se poi si possono cementificare nei pilastri quattro cadaveri dell’opposizione (e ce ne sono), si unisce l’utile al dilettevole….

  2. E’ mai passato per la mente che solo facendo sborsare denaro alla”classe benestante”si puo’ attivare l’economia??Troppo facile ed infantile proporre un intervento sconsiderato dello stato (alte pensioni per tutti casepopolari a ogni nucleo familiare,stipendio garantito a tutti ecc..)In questo tragico momento sono necessarie proposte che ,anche criticabili, possano rappresentare dei tentativi di miglioramento

  3. Parafrasando un detto siciliano mi viene da dire”Criticare e’ meglio di ………….

  4. condoni e cose simili sono sempre rimedi che agevolano i soliti “più furbi”
    E’ un pò come proporre una specie di bonus e pagamento per piccoli reati.Ad esempio spaccio semplice: fino a grammi 5o €=500,da 5o a 100 €=1500,oppure furto semplice €=3000 e così via!
    omunque soldi per il perdono!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.