L’imprenditore e i deputati, due facce di una crisi

Un estratto dall’articolo di oggi su la Repubblica.

I titoli erano nella stessa pagina, sulla copertina di Repubblica Palermo ieri. Argomenti diversi e personaggi diversi: in un articolo si descrivevano le paure dei deputati regionali alle prese con una spending rewiev che in Sicilia non si riesce ad applicare, nell’altro l’imprenditore palermitano Mario Dell’Oglio spiegava in prima persona come un’azienda storica può resistere alla crisi.
Due storie opposte per valori umani e simbolici.
Da un lato c’è un esercito di deputati regionali impegnato in una lotta disperata contro il decreto Monti che da un anno vorrebbe imporgli tagli alle indennità giudicati crudeli. Dopo lunghe notti insonni e raffinate revisioni strategiche, un trust di onorevoli cervelli ha preparato il disegno di legge che concederà qualche sforbiciata ai compensi, ma senza esagerare.
Dall’altro lato c’è la testimonianza del palermitano Mario Dell’Oglio, imprenditore che racconta gli inizi dell’azienda di famiglia. E che soprattutto ci ricorda che si sta sempre a Sud di qualcuno e che una crisi non è l’eccezione, ma la componente di un’epoca. Scrive dell’Oglio: “Non si fallisce o chiude in un giorno, ma si arriva a quel giorno perché nei tanti giorni di risultati non soddisfacenti o inadeguati non si è fatto alcun cambiamento nei comportamenti”.
(…)
Ecco le due facce di questa storia: la fortificazione del palazzo nei confronti del mondo povero, volgare e inutilmente equanime, e la marcia determinata del singolo che in quel palazzo non vede nemici o amici, e nemmeno soluzioni. Il tormento di chi si batte per difendere un privilegio e quello di chi vuole semplicemente lavorare meglio e di più.
Quei due articoli in prima pagina sarebbero da ritagliare e conservare poiché solo tra qualche anno sapremo se avranno avuto la meglio il sudore, lo spirito di autocritica e il coraggio dell’imprenditore, o l’immobilismo strategico, la blindatura e il trasversalismo dei deputati siciliani. Una cosa è certa: dalla sorte dell’uno dipenderà quella degli altri. E viceversa, purtroppo.

  

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