Uno legge un giornale e affonda una nazione

Non c’è solo l’Italia forgiata, rappresentata e stipendiata da Silvio Berlusconi a dare scandalo davanti agli occhi increduli del mondo. C’è anche quella millantata dal premier a lasciare attoniti innanzitutto i cittadini liberi, cioè quelli non foraggiati dal premier.
Un presidente del consiglio che dinanzi a un giudizio negativo di un’agenzia internazionale come Standard & Poor’s non riesce a dire altro che “colpa dei media” è sicuramente una persona che ha un problema cognitivo (e torniamo all’alternativa Tso). Come se i maggiori esperti di finanza internazionale un giorno si svegliassero, dessero un’occhiata ai giornali e decidessero di dare i voti. Mettetegli Chi nella mazzetta, dovrebbe essere il consiglio di Paolo Bonaiuti. Se non altro per scagionare implicitamente la restante parte dell’Italia che non legge quel settimanale e vive in un sistema di relazioni ordinario (senza versamenti milionari a escort, magnacci, giornalisti, impresari, e via delinquendo).
Invece nessuno ha il coraggio di aprire bocca, a parte le difese istituzionali che sono come le pozioni di Vanna Marchi, buone per chi ci crede.
Pensate che non va così neanche a Mediaset, a Cologno Monzese, nelle aziende della famiglia Berlusconi, dove si studia, ci si consulta, ci si documenta prima di agire. E dove gli orecchianti – immagino – vengono messi alla porta. Quando non sono i proprietari.

  

One Comment

  1. Giuseppe
    Set 23, 2011 @ 00:11:09

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