L’innovatore infelice

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Ora qualcuno vi rimbambirà con la storia della rockstar maledetta, sfruttata e incompresa. Chi invece con Michael Jackson è nato, cresciuto e invecchiato sa bene che le cose sono andate diversamente.
Jacko era un genio della musica, calcolatore e furbo. Un uomo forte della sua debolezza e delle sue debolezze. Un artista incapace di piegarsi alle ragioni dell’umana convivenza: il culto della parte proibita di sé, la distanza da un aspetto fisico legittimo, la droga della solitudine.
Jackson ha suonato, cantato e arrangiato pop, R&B, funk, soul, disco, dance. Ed è stato il più bravo. Prima che le classifiche musicali fossero monopolizzate dai grandi circuiti radiofonici, ha piazzato i suoi album ai vertici e ha costretto la storia ad occuparsi di lui, almeno come recordman (Thriller è ancora l’album più venduto di tutti i tempi).
Non è stato incompreso, ha voluto essere incomprensibile per tutto ciò che stava fuori dalla sua musica. Tanto lineari erano le sue architetture armoniche, tanto aggrovigliate apparivano le sue vicende personali.
Michael Jackson era, per sua stessa scelta, un innovatore infelice, un folletto deluso dalla propria bizzarria. Nei suoi piani – ne sono certo – non c’era la felicità, ma l’invenzione.
Forse se n’è andato troppo tardi.

  

19 Comments

  1. Mister mister
    Giu 26, 2009 @ 09:42:29

    Bellobellobello! Sottoscrivo, gery.

  2. jana
    Giu 26, 2009 @ 09:46:50

    Bellissimo Gery! Parole fantastiche per una favola che andava raccontata proprio così.

  3. Abbattiamo
    Giu 26, 2009 @ 09:59:21

    Forse doveva concludere la sua esistenza donando il suo cervello alla scienza, dato che in vita probabilmente non ha donato la sua psiche a un analista.
    Questo senza nulla togliere all’artista, che mi piaceva. Grande ballerino, anche.

  4. Fabio
    Giu 26, 2009 @ 10:06:55

    A me Michael Jackson non è mai piaciuto.
    Trovo e ho sempre trovato la sua musica scontata, magari piacevole da ballare , ma assolutamente senza profondità. Non mi ha mai comunicato nulla
    Sinceramente non me la sento di mettermi nel coro dei “Quanto era bravo”. Anche perché i suoi ultimi dischi, si erano rivelati veramente brutti.
    Sullla persona non mi sento di dare giudizi o esprimere pareri.

  5. fm
    Giu 26, 2009 @ 10:10:35

    Bel pezzo, condivido. Ma perché “infelice” Gery? Chi insegue e persegue innovazioni non è infelice. Così può apparire agli altri, a tutti quelli che delle innovazioni e delle incomprensioni hanno paura

  6. silvia
    Giu 26, 2009 @ 10:13:30

    Grande artista al di là delle preferenze personali e totalmente folle. Le due cose ahimè(?!) vanno a braccetto.

  7. Gery Palazzotto
    Giu 26, 2009 @ 10:14:44

    @fm. Ritengo, ma posso sbagliare, che l’arte per certi artisti si porti appresso una quota fisiologica di sofferenza.

  8. fm
    Giu 26, 2009 @ 10:28:47

    Gery, Tu lo sai, la sofferenza, spesso, non è infelicità. In certi casi diventa godimento

  9. fm
    Giu 26, 2009 @ 10:30:12

    Il Tu maiuscolo non era voluto. Non mi permetterei di usare il burocratese con te

  10. Abbattiamo
    Giu 26, 2009 @ 11:05:06

    Secondo me a Jacko la botta gliel’ha data quell’infanzia sotto i riflettori e con il pubblico adorante, all’epoca dei Jackson Five. Non si è più ripreso.

  11. il cacciatorino
    Giu 26, 2009 @ 12:16:52

    Ha fatto il suo percorso che credo non potesse essere diverso. Era Michael Jackson e come tale ha vissuto e se ne è andato. Anch’io credo che soffrisse molto e che, anche se la cosa può suonare patetica, non potesse essere altrimenti per lui. Poteva fare analisi, sono d’accordo non gli mancavano i mezzi per farne cinque sedute al giorno per i prossimi mille anni. E forse lo avrebbe salvato. Non lo ha fatto e punto. Diversamente, sarebbe stato un altro artista, un’altra persona. Non ha senso dire se meglio o peggio; un altro. Resta sicuramente un personaggio unico dal punto di vista musicale, come arrangiatore e ballerino. Un innovatore, persino, per chi si intende più di me di musica. Che possa piacere o meno. E, sono d’accordo con Gery, un grandissimo professionista, a suo modo geniale. Correva voce che avesse in mente di girare un folle film in cui avrebbe impersonato Edgar Allan Poe. Mi resterà la curiosità.

  12. il cacciatorino
    Giu 26, 2009 @ 12:18:02

    Mi correggo; non so se non abbia fatto analisi, ma da quello che si vedeva, Dio mi perdoni, non era andata proprio a buon fine…

  13. fm
    Giu 26, 2009 @ 12:41:45

    Appunto Cacciatorino, non capisco perché dobbiamo necessariamente allinearlo ai nostri metri. Quali metri poi? Quelli del berlusca?Michael Jackson ha vissuto la sua vita come la voleva, e non ha preteso di rappresentare una nazione ma solo se stesso

  14. gianni allegra
    Giu 26, 2009 @ 12:48:37

    Nell’immaginario collettivo resterà quella stoica ed inutilissima tortura alla propria epidermide.

  15. faguni
    Giu 26, 2009 @ 12:50:48

    Gery, sei bravissimo!

  16. Antipatico con le a antipatiche
    Giu 26, 2009 @ 13:43:46

    x cacciatorino: secondo me, ne aveva fatta troppa, di analisi.

    e comunque credo che per tutta una generazione jacko rimandi subito a quell’incredibile video di john landis, prima volta che il mondo del cinema irrompe nei videoclip: un lupo mannaro americano a londra in versione rap-pop-r&b che ancora oggi quando mi capita di rivederlo mi fa venire i brividi.

    e chissà se aveva finito di sborsare tutti i soldi che doveva ad al bano…

  17. il cacciatorino
    Giu 26, 2009 @ 16:20:15

    @antipatico: ah, potrebbe anche essere, sulle troppe sedute.
    Ma con Al Bano aveva patteggiato, no?. Mih, ‘sta storia l’avevo dimenticata. Ora il cigno di Balaika è capace di farsi una vespata su Jackson. E magari salta fuori che Jacko è stato vittima di un complotto partito da Cellino San Marco. Con i tempi che corrono.

  18. Roberto Puglisi
    Giu 26, 2009 @ 17:14:52

    Una delle cose migliori lette sull’argomento

  19. Gery Palazzotto
    Giu 26, 2009 @ 19:01:07

    Grazie.

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