Dovreste sapere con quanta maniacale ammirazione seguo tutto ciò che riguarda il capitano Ernest Henry Shackleton (leggete quise avete qualche minuto da dedicare all’ebbrezza dell’avventura narrata). Ebbene qualche giorno fa è stato annunciato il ritrovamento del relitto delsuoEndurance, una delle navi più importanti della storia delle esplorazioni, a tremila metri di profondità nelMare di Weddell, più di un secolo dopo il suo naufragio tra i ghiacci.
Ecco, sopra, le immagini registrate dal drone subacqueo: la nave è ben conservata per motivi scientifici che mi interessano poco. Io so che è stata preservata dal dio dell’umano ardimento che premia il coraggio, la curiosità, l’altruismo e l’abnegazione. Quel dio che oggi mi manca maledettamente e nel quale ripongo la poca fede che mi ritrovo. Perché se un dio esiste, è con gli intrepidi, con gli esploratori, con i sognatori che riconoscono la preziosità del sogno.
Figli di un dio esploratore


Ciao Gery,
ho notato anch’io l’afflato con cui esalti le gesta di Shackleton, e devo dire che mi ha un po’ stupito, forse perché ti raffiguro come una persona mite ed equilibrata.
Il consiglio che mi sento di darti è quello di separare il gesto (ma vorrei anzi dire: la narrazione del gesto, mancando l’esperienza diretta) dalla considerazione a tutto tondo della persona. Shackleton era pur sempre un essere umano e come tale non privo di difetti e di un inevitabile bagaglio di errori (umani anche questi).
Estendere le qualità di un gesto alla persona che l’ha compiuto, tanto più se non è persona che abbiamo conosciuto – ne converrai – può portarci ad abbagli. In più, mi “preme” una considerazione.
Tu cosa penseresti di chi, oggi, pubblicasse un’offerta di lavoro con queste parole: “Stipendio irrisorio, nessuna tutela, pessime condizioni di lavoro”?
Beh, riportate ai tempi, sono più o meno le stesse parole usate da Shakleton per reclutare il suo equipaggio.
Grazie del contributo di attualizzazione. Ma gli eroi non vivono di attualità e leggere con l’ottica di oggi le gesta e il famoso annuncio di reclutamento dell’equipaggio significa azzerare i nostri sogni. Il mito finisce dove inizia la dietrologia che lo giudica a distanza di anni.
P.S.
Non ho capito – e mi sono sforzato – cosa c’entra la tua visione (ci conosciamo? e se sì perché ti nascondi nell’anonimato?) della mia presunta mitezza e del mio ipotizzato equilibrio con l’ammirazione che nutro per un grande esploratore.