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Sono Rai per anagrafe e formazione culturale (dai tempi di Bonanza, del maestro Manzi e del Braccobaldo Show). Per amici (artisti, autori, registi, giornalisti, tecnici, amministrativi) che ci lavorano da decenni. Per spirito e per cuore, insomma. Ma vedere certe cose… I tagli e il successivo montaggio di certi programmi registrati ha qualcosa di futurista. La partenza degli rvm in alcuni tg ha un piglio dada. Un “nero” di quasi un minuto e mezzo tra un programma e l’altro – circa un mese fa, nel sonnolento torpore agostano di una saletta emissione – sembrava filosoficamente e artisticamente ispirarsi al vuoto cosmico… E adesso il Michele Cucuzza dimenticato lì, da due anni, senza nemmeno il logo del riporto tricologico ad unicorno che lo contraddistingueva… che pena!
Il riporto tricologico ah ah ah! Meraviglia!
Cl.r.