“Siamo di quella generazione in cui l’attore sapeva di entrare nelle case senza suonare il campanello, e quindi ci entrava con la cravatta e con garbo”.
In questa frase c’è tutto il bello della televisione di ieri e tutto il contrario della televisione di oggi. Non a caso l’ha pronunciata Sandra Mondaini in occasione del suo addio alle scene.
Ho sempre ammirato la prorompente normalità della coppia Vianello-Mondaini, forse per un motivo generazionale: sono figlio di quella tv che aveva spettatori e non ostaggi. Ricordo – ed è segno che la mia biologia si avvicina a quella di una testuggine – l’intrattenimento puro diTante scuse, diCanzonissima, diNo no Nanette(di cui canticchio ancora la canzone, sotto la doccia).
Il piacere di battute semplici, un gusto che sa essere piccante e salato senza mai offendere il palato della buona creanza.
Attori, intrattenitori di classe. Ecco cosa sono per me Sandra Mondaini e Raimondo Vianello. Artisti che hanno sempre obbedito a una regola fondamentale che non è solo dello spettacolo, ma del vivere civile: si ha voce se si ha testa.
Intorno a noi, quante ugole orfane di cervelli…

DiGery Palazzotto

Uno che scrive. Sei-sette vite vissute sempre sbagliando da solo. Sportivo nonostante tutto.

10 commenti a “Sandra e Raimondo, che classe”
  1. Di “tante scuse” ho un ricordo molto vivido. Una “strana coppia” unica nella storia della televisione italiana. E anche molto più moderna (e cattiva) di tanti guitti giovani – ma già bolliti – che calcano i palcoscenici tv di oggi. Detto questo, ho sempre ODIATO SBIRULINO, ma è una goccia in un mare di intelligenza.
    A (s)proposito. Mi sono imbattuto in una puntata di Zelig (si chiama così?) qualche giorno fa. Ambientazione teatrale da gran gala. All’improvviso qualcosa ha attirato la mia attenzione: una sorta di distonia visiva e uditiva. Due inquadrature. Campo: il monologo di un comicastro che, giuro, non è riuscito a strapparmi nemmeno un sorriso, tanto era banale. In controcampo, una platea serissima e divertitissima che si spellava le mani in “standing ovation”, su sfondo di drappeggi e velluti rossi. A un certo punto mi sono chiesto se non fossero due teatri diversi. Dico… lo vogliamo dire che Zelig NON HA MAI FATTO RIDERE? o sono io che ho gusti difficili.
    Che noiachebarbachenoia!

  2. E vi ricordate di Scaramacai?
    (Intanto il grande cineasta portoghese Manoel De Oliveira, che ieri raggiungeva il secolo anagrafico, continua a girare film a ripetizione con l’entusiasmo di un neofita. Misteri della biologia).

  3. Non mi ricordo di una sola battuta volgare o scialba.Vianello è riuscito perfino a incollarmi davanti allo schermo in un programma di commento sportivo”pressing” nel quale,grazie alla sua signorilità e ironia sdrammatizzava e allleggeriva l’aria troppo pesante che si respira attorno allo sport più amato dagli italiani.
    Presentando la sua valletta Antonella Elia snocciolava il suo curriculum:-dunque,lei ha lavorato con Corrado,con Bongiorno adesso con me…le piacciono i ragazzi eh…

  4. Io adoravo sbirulino.

    @cacciat.. dai… a Zelig ci sono anche dei geni. Il mio preferito è Checco Zalone. Le troniste sono esilaranti. Certo, ci sono anche alcuni che fanno piangere però non è del tutto da buttare.

  5. ciao Gery arrivo in ritardissimo ma, anche se a spizzichi e smozzichi, ti seguo sempre con piacere e questa nuova casa mi piace assai. complimenti per il buon gusto e l’essenzialità, anche se essendo un’ingauribile nostalgica, la vecchia acsetta mi mancherà e ogni tanto penso che ci ritornerò. ad majora semper… Cristina

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