Il disastro Crocetta

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Un estratto dall’articolo di oggi su la Repubblica.

Crocetta crede in un patto per le riforme. Quasi nessun partito crede in quel che crede Crocetta. La maggior parte dei deputati regionali crede che il voto anticipato sia poco conveniente. Non serve scomodare raffinati politologi per capire che il vero problema di Sala d’Ercole, in questo frangente di imbarazzante marasma, è ben descritto in una frase dell’Abbé Pierre: non basta essere credenti, bisogna anche essere credibili. E che credibilità ha un governo in cui l’unica compattezza è sul mostrarsi divisi e in cui la tomba di ogni intenzione è la resa senza condizioni al tirare a campare?
Molto schematicamente, la sensazione è che manchi la voglia: all’Ars si sono scocciati persino di annoiarsi. (…)
Non è il primo governo di scarsa utilità pubblica e probabilmente non sarà l’ultimo, ma è un governo che ha un’irritante propensione allo straw man argument, cioè a quell’inganno dialettico che tende a usare argomenti fantasma per nascondere argomenti in cui si è deboli. Esempio: uno dice che questa coalizione deve andare a casa e la risposta è che si vuol fare il gioco della mafia, quando nessuno ha detto che non si deve combattere la mafia.
Insomma, alla luce di questa tenebra politica è ormai chiaro che da qualunque parte lo si guardi, il disastro si compone di una somma di condizioni sfavorevoli: non solo i cocci sono troppi, ma la colla è pure finita.

  

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