Il miracolo di Francesco

Francesco Foresta funeraliHo visto ex nemici che piangevano insieme. Ho abbracciato persone che per anni avevo tenuto a distanza con la canna. Ho guardato negli occhi uomini che sino a ieri avrei azzannato, e invece li ho stretti a me come se si trattasse di vecchi amici.
E’ il miracolo di Francesco Foresta che da morto ha voluto attorno a sé, dettando istruzioni ben precise, un circo di gioia, e dando vita a una sorta di fiera campionaria dei valori: ognuno col suo, ben in mostra. C’eravamo davvero tutti a villa Filippina, in una giornata inutilmente luminosa. Bianchi e neri (e non per il colore della pelle), alti e bassi (e non per la statura), ricchi e poveri (e non quelli della brunetta), vittime ed esecutori materiali (e l’arma era perlopiù la penna).
Ho incontrato gente che non vedevo e non volevo vedere da anni e mi sono commosso nell’incrociare le mie mani con le loro, nel sorprendermi felice di essere lì in quella compagnia inusitata. Ci siamo detti cose bellissime e folli, inventandoci un’amicizia che non c’è mai stata e che invece serpeggiava tra i rovi di una vita bastarda. Ci siamo rivolti un sorriso dopo anni di denti stretti. Non abbiamo perso tempo a chiederci scusa, ci siamo ringraziati a vicenda per esserci, per esercitarci nel ricordo di quel che ci eravamo persi. Per parlare di Francesco.
Mai vista tanta energia positiva e tanta consonanza tra sconosciuti, in un funerale. Anzi mai vista e basta. Il fatto che sia debba passare attraverso la strettoia di una immensa mancanza, del buio della morte, per imbattersi in una serie così ricca di sorprese è la conferma del carisma di Francesco: stratega sino alla fine e oltre, direttore dall’alto, anzi dall’altissimo, inventore di feeling, bravo a far tutto anche quando non faceva niente. Un gran seminatore di fiducia.

  

4 Comments

  1. E.
    Gen 15, 2015 @ 19:00:16

    C’ero.
    Non conosco i retroscena delle vite degli altri presenti di quella mattina ma una cosa, nonostante stati d’animo acrobatici, l’ho notata: ogni uomo incappottato che ha percorso il viale alberato dalle 11.15 alle 11.45 lo ha percorso in senso contrario un’ora dopo con l’espressione stravolta di chi ha guardato – bene – nello specchio per la prima volta.
    Sono giovane nel mondo degli intrighi tra colleghi e, ahimè, ingenuità a parte e vita permettendo mi piacerebbe non diventar mai grande, non in quel senso almeno, ma ho visto strette di mano che hanno fatto scintille e scambi di sguardi che avrebbero riempito qualunque vuoto.
    Un saluto.
    E.

  2. Gery Palazzotto
    Gen 15, 2015 @ 19:12:07

    Non ci ho capito nulla. Ma forse è perché non sono giovane.

  3. Buon compleanno, Pupetto | Gery Palazzotto
    Dic 03, 2015 @ 00:09:55

    […] ho pensato su per una giornata. Ho deciso allo scadere del tempo. Oggi, caro Francesco, avresti compiuto 50 anni. Se non ti fossi eclissato in un felice viaggio con la tua Donata – […]

  4. Nove anni possibilmente per non perdersi | Gery Palazzotto
    Dic 10, 2015 @ 20:48:46

    […] autori di ogni pedigree, è passata vita (molta) e miracoli (pochi) di molti di noi. Anche la morte ha avuto la sua fetta, perché è inevitabile guardare un fiume che scorre e non pensare a ciò che […]

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