Lost, il capolavoro

Se c’è una serie televisiva che chi vuol scrivere di televisione o per la televisione dovrebbe studiare e magari mandar giù a memoria, quella serie è Lost.
L’ho vista in dvd ultimamente, grazie a Giuseppe Giglio il mio spacciatore di felicità catodica, e sono rimasto estasiato.
Il ritmo e la suspance che legano indissolubilmente lo spettatore alle gesta di John Locke e Jack Shephard sono soltanto due degli elementi degni di nota. Il segreto di Lost sta nella sua scrittura sontuosa, nei suoi dialoghi da alta cinematografia, nella sua fotografia hollywoodiana e nella recitazione perfetta.
Il meccanismo dei vari livelli temporali è talmente perfetto da risultare gradevole persino quando viene esasperato. Ci sono momenti in cui, davanti al teleschermo, viene spontaneo guardare il calendario piuttosto che l’orologio per chiedersi quando siamo.
Solo un genio come J.J.Abrams poteva ideare un sistema di nodi così complesso e al tempo stesso lineare che dà i migliori risultati nella seconda e nella terza serie.
Vorrei raccontarvi di più. Dell’isola, del disastro aereo, del mistero che è l’architrave della narrazione, della simbologia, del gioco di specchi, del presente e del passato che si mescolano, ma è meglio di no dal momento che c’è ancora molta gente che deve gustarsi questo capolavoro.

Pubblicato da

Gery Palazzotto

Palermo. Classe 1963. Sei-sette vite vissute sempre sbagliando da solo. Sportivo nonostante tutto.

8 commenti su “Lost, il capolavoro”

  1. Lost è una serie straordinaria ed unica nel suo genere. Ho trovato la trama (finchè c’era J.J.) veramente mostruosa. Per non parlare delle trame narrative (Flash back, Flash Forward puntate incentrate su singoli personaggi)che sono a dir poco sublimi. E la musica di Giacchino regala allo spetattore ancora più souspance. Gli attori sono davvero bravi così come i personaggi sono davvero interessanti e piacevoli da scoprire. Un consiglio agli esteti è quello di guardarlo in lingua originale con i sottotitoli.

  2. «Lost», ovvero come mandare a puttane un (potenziale) capolavoro in poche, disperate e sgraziatissime mosse.

  3. Ormai da tempo le migliori idee ed i migliori talenti americani sono attivi nelle serie e non più nei film.
    Guardate per es l’ultima serie su sky “Last resort”: semplicemente strepitosa.

  4. Daccordo al 100 per 100. Non ne ho perso una puntata e, ancor più di me, mia figlia che (per mestiere) ha apprezzato la storia, la struttura narrativa, la profondità dei personaggi, la genialità. E’ il nostro cult degli ultimi anni.

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