Gheddafi, l’uomo dei record

Gheddafi Berlusconi

Uno dei casi più eclatanti di amnesia istituzionale è quello che riguarda Muammar Gheddafi, uno che è a capo di una Nazione, la Libia, senza alcuna investitura ufficiale.
Il leader libico o il colonnello, come lo si chiama in mancanza di altra attribuzione ufficiale, arriva oggi a Roma come un qualunque uomo di stato. Per l’occasione il ruolo di guastafeste viene affibbiato a uno sparuto gruppo di intellettuali (che per i giornalisti italiani sembrano esistere solo quando non si sa come riempire le ultime quattro righe del pezzo da consegnare al capocronista) e a nessun altro.
Muammar Gheddafi è l’uomo dei record.
Vanta ben 37 modi diversi di pronunciare o scrivere il suo nome. E’ l’unico potente dell’emisfero boreale ad aver sostenuto, anche se per un breve periodo, un galantuomo come Bokassa. Nel 1986 lanciò due missili contro la Sicilia e la scorsa estate Berlusconi gli ha pure chiesto scusa. Ha definito la Corte penale internazionale un’organizzazione terroristica e per tutta risposta il preside di giurisprudenza della Facoltà di Sassari ha chiesto di conferirgli una laurea honoris causa, in giurisprudenza naturalmente. Nel 2002 ha fatto saltare il vertice della Lega Araba che aveva in agenda l’offerta di esilio a Saddam Hussein, esilio che avrebbe reso possibile un’ alternativa alla guerra in Iraq, e miracolosamente ha visto la sua Libia scomparire dall’elenco Usa degli Stati canaglia. E’ stato coinvolto nel più sanguinoso attentato prima dell’11 settembre, quello di Lockerbie, eppure nessuno gli ha mai dichiarato guerra.  Non ammette, a casa propria, il bipartitismo e, quel che è peggio, legge “Chi”.

Pubblicato da

Gery Palazzotto

Palermo. Classe 1963. Sei-sette vite vissute sempre sbagliando da solo. Sportivo nonostante tutto.

11 commenti su “Gheddafi, l’uomo dei record”

  1. Un’altra cosa inquietante è (se non ricordo male) che i Gheddafi comprarono alcune quote di squadre di calcio italiane perché uno dei rampolli del leader libico voleva a tutti i costi giocare sui nostri campi, nonostante fosse un pessimo calciatore. In certi casi, basta frignare – con un bel po’ di soldi in mano – per ottenere ciò che si vuole.

  2. Berlusconi ha le veline, Gheddafi le amazzoni.
    Il colonnello sull’aereo c’ha caricato il reduce della guerra libica, il cavaliere sul suo ci porta Apicella e qualche sgallettata.

    Tutti e due si tingono i capelli.

  3. La vera vergogna è che siamo costretti a comprare da Gheddafi il 20% della energia che ci serve, per colpa della sinistra conservatrice e cachella, che ha impedito ogni sviluppo del nucleare in Italia.

    Gheddafi è inoltre un baluardo contro l’espansione della fratellanza islamica; non per nulla viene attaccato dalla nostrana e filoislamica sinistra, quella che solo pochi decenni fa prendeva i soldi sporchi di sangue e di totalitarismo dal PCUS sovietico.

  4. Mariasol, hai preso un colpo di sole mi sa.
    Il centro-destra è ben felice di prendere l’energia da Gheddafi o cmq dal Mediterraneo in generale, siccome vuole costruire un rigassificato all’inizio della Valle dei Templi.
    La Prestigiacomo ha dato l’OK..
    Centro destra capisci? Understand?

  5. La foto appuntata nel petto, la tenda, Papi.
    Com’era bello quando tutto ERA un equilibrio sopra la follia.

  6. Chi ha montato la tenda a Villa Pamphili? La protezione civile?

    Questa pacificazione con l’Italia ex(?)fascista ci costerà la sciocchezza di 5 miliardi di dollari.
    Per quella cifra si legge anche Chi.

  7. Lameduck, coi tempi che corrono per quella cifra leggo tutti gli arretrati di Chi e campo in una tenda fino alla vecchiaia. E sono una che non ha crimini sulle spalle.

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