Se l’ignavia inquina più del traffico

Un estratto dall’articolo di oggi su la Repubblica.

Nell’eterna attesa di sapere se è nato prima l’uovo o la gallina, ci si può trastullare con un dubbio più estemporaneo ma non meno cruciale: a Palermo nasce prima l’isola pedonale o la Zona a traffico limitato? In realtà a dar retta al Consiglio comunale potrebbe non nascere un bel nulla, dato che con un groviglio di provvedimenti finora si è riusciti nell’impossibile: bloccare i progetti di pedonalizzazione a favore di scelte che garantiscano più “vivibilità e qualità”. (…) E un’argomentazione critica del capogruppo di Forza Italia, Giulio Tantillo, svela involontariamente il cuore del problema: “Pedonalizzare come ha fatto l’assessore Catania è solo un’operazione di immagine”. Come se l’immagine non contasse nulla in una città devastata innanzitutto dalla disattenzione dei suoi stessi cittadini. Come se essere mandati a quel paese dall’Unesco perché non riusciamo a liberare un maledetto tratto di strada dalle auto non ci coprisse di ridicolo, tutti (Tantillo compreso). Come se la lobby estemporanea degli automobilisti palermitani non potesse essere zittita con provvedimenti chiari e perentori. Come se le beghe politiche dell’assemblea di Sala delle Lapidi non dovessero ispirare, quelle sì, un florilegio di divieti: divieto di perder tempo, divieto di rappresentare l’interesse di pochissimi, divieto di non decidere. Ricordiamocelo: l’ignavia diffusa inquina più di mille scappamenti.

  

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