Il segretario del partito non conta davanti al proprietario del partito. E nulla ci fa se si usa la vernice del rinnovamento per ridipingere le vecchie assi del verticismo clientelare e spacciare per nuovo di zecca un progetto tristemente noto per la sua vetustà.
Nel Pdl ci si è inutilmente arrabattati per istituire delle primarie che facessero credere ai cittadini di essere partecipi, di votare veramente un candidato. Ma la realtà si è infranta contro la ferrea logica berlusconiana: il pallone è mio e si gioca con le mie regole.
Quindi niente consultazione popolare, avanti col vecchio porcellum (un sistema elettorale che ha un nome che eccita il padrone) e bocche chiuse, tranne Angelino Alfano, l’uomo dal mestiere più deprimente del mondo, che la può aprire solo per inghiottire rospi.

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