Il segno della barbarie del centrodestra è tutto in una frase di Berlusconi: “No, così andiamo a sbattere”. Il vecchio miliardario che appesta la politica italiana ha appena stoppato le dimissioni di Renata Polverini, governatore del Lazio sommersa dalla melma di uno scandalo che farà storia. E lo ha fatto non in nome di un sincero convincimento, ma di una brutale strategia: chi ha il potere lo deve brandire sin quando non glielo strappano a forza dalle carni, in oltraggio alla giustizia e alla sete di verità.
Le dimissioni della Polverini, secondo Berlusconi, avrebbero pericolose ripercussioni su un’altra giunta di galantuomini, quella lombarda, che per spunti giudiziari merita le stesse attenzioni di quella laziale. Quindi affanculo i milioni dei cittadini buttati in cene, puttanone e grotteschi costumi da centurioni, la questione è meramente partitica e lo scacchiere su cui ci si muove non è, come pensano milioni di elettori, quello delle tentazioni più miserabili, ma quello dei sondaggi e dei punti di gradimento.
Come se rubare fosse un requisito di abilità politica ed essere scoperti un incidente di percorso.

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