Il domatore nella gabbia vuota

Quand’ero piccolo avevo un compagno di giochi codardo che era soprannominato “il domatore nella gabbia vuota”. Ogni qualvolta c’era da affrontare uno scontro, non necessariamente fisico, con altre bande di ragazzini o bisognava far valere una ragione lui si nascondeva dietro l’ultimo di noi e stava zitto e fermo fino a quando le acque non si calmavano. Poi, appena era certo che l’avversario si era allontanato o comunque era stato neutralizzato, veniva fuori con una scenata della serie “tenetemi, altrimenti faccio una strage”. Ovviamente nessuno se lo filava. Allora lui fingeva di fare quattro passi per sbollire, mentre invece prendeva la via di casa e non lo rivedevamo sino al giorno dopo.
Al “domatore nella gabbia vuota” ho ripensato oggi quando ho letto del presidente Napolitano che al meeting di Comunione e liberazione ha attaccato la maggioranza di governo accusandola di avere nascosto la gravità della crisi economica. Il capo dello Stato, questo capo dello Stato, resterà nella memoria collettiva per aver fatto passare senza intoppi il 99 per cento dei provvedimenti vergognosi del governo Berlusconi. Ha belato quando c’era da ruggire e ora agita la sua frusta di piume vestendosi di un’autorità che non è riuscito a conquistarsi. Nel frattempo le belve hanno divorato il divorabile e sono già al sicuro, lontane.

  

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