In caso di futuro

Ho letto con grande interesse i vostri commenti sull’iPad. Però a tutti quelli che discutono soltanto dell’utilità dello strumento – e sono molti, qui e altrove – mi permetto di far presente che il prodotto in questione non è una lavastoviglie, non è da giudicare per le prestazioni (chili di bucato, consumi, rumore). L’iPad è un’invenzione che offre spunti agli amanti del design, agli appassionati di tecnologia, ai guardoni della comunicazione, agli appassionati della futurologia, ai curiosi in generale. Spunti per elogi o per critiche, naturalmente.
Tempo fa vi raccontai di una persona che, in virtù di una fallace folgorazione,  propose di non scrivere la parola internet sui giornali perché, ne era certo, si trattava di un fenomeno passeggero.  Era qualcosa di più di un giudizio affrettato.
Ora a naso credo che quello dell’iPad sia un tema da trattare con le pinze, da non liquidare come una moda aggirabile. Si può essere più o meno attratti dalle novità (io ho una sorta di patologia per quelle tecnologiche, ma non è un pregio), però coi sintomi del futuro bisogna essere cauti.
Meglio dire “al momento non lo comprerò”, piuttosto che recensirlo come “inutile giocattolo”.
I giocattoli non sono mai inutili se finiscono nelle mani giuste.

Video via Pazzo per Repubblica.


72 commenti per “In caso di futuro”

  • Abbattiamo ha scritto:

    Dire male dell’iPad a te è come parlare male di Morgan al Cacciatorino. Li amate, mi rendo conto, e quindi vi accalorate nella difesa. Sacrosanta, per voi, lo capisco.
    Per me l’iPad – come ho scritto – è inutile per chi lo vuole solo in quanto status symbol. Ma sono stata la prima a dire che è utile per chi lavora viaggiando, per esempio.
    Ma a parte gli appassionati o chi ne ha bisogno per professione, per tanta gente – secondo me – possederlo sarà come avere la macchinona, il Vacheron Constantin o la borsa di Vuitton. Giocattoli, appunto.

  • Abbattiamo ha scritto:

    Come dici tu qui, non è lo strumento – uno qualsiasi, aggiungo io, che sia l’iPad o altro – che è utile o inutile, scemo o rivoluzionario. Sono le mani e la testa di chi lo usa a renderlo tale.

  • fm ha scritto:

    per i cultori delle Mele parlare, anche male, dell’iPad è, diciamolo, desiderarlo. A casa mia siamo in due ad amare le mele, io e mia figlia. Il condomino, mal per lui, si invischia in squallide pere cotte

  • Massimo ha scritto:

    Appena rientrato da una conferenza negli USA. iPads dappertutto, un glitch temporaneo che ne impediva l’accesso alla rete wireless ha provocato centinaia di complaints il che significa che un buon 10% di chi era alla conferenza aveva ANCHE un iPad.

  • la contessa ha scritto:

    Cara abbattiamo, anch’io all’inizio avevo una certa preclusione riguardo l’utilità dell’ipad, pensavo non fosse altro che un mac un po’ più evoluto, e che non avrebbe aggiunto nulla alla mia esistenza tecnologica. Poi l’ho visto, l’ho avuto tra le mani per un po’ (ops, si può dire?) e ne ho compreso le potenzialità. Enormi.
    Non è solo un bell’oggetto di design, è uno strumento rivoluzionario che non va sottovalutato. Specie da chi di mestiere ha a che fare con la parola scritta.
    Personalmente non lo vedo come un concorrente immediato del libro stampato, dei giornali invece…

  • Gery Palazzotto ha scritto:

    Cara Abbattiamo, il senso del mio post non è la difesa dell’iPad. Del resto anch’io ho espreso qualche dubbio su questa tavoletta, in passato.
    Dico semplicemente che bisogna uscire dalla logica dell’utile o del non utile (come ho fatto io dopo averci pensato su) perché l’Ipad è un oggetto che può – ripeto può – cambiare molte cose nel mondo che ci circonda: e a noi in particolare. Certo, l’annuncio di un’innovazione si può sopravvalutare o sottovalutare, ma equipararla a una borsa di Vuitton senza nemmeno averla vista (l’innovazione) mi sembra un po’ imprudente.

  • Abbattiamo ha scritto:

    Forse non sono stata chiara. E’ come una borsa di Vuitton nel caso in cui chi lo compra non lo usa ma lo esibisce. E suppongo che ce ne saranno tanti. Come chi ha quattro cellulari solo per far vedere che li ha, senza reale necessità.

  • Massimo ha scritto:

    WOW

    Vorrei proprio vedere qualcuno che compra un iPad e poi non lo usa…

    LOL, esiste?

  • il cacciatorino ha scritto:

    @massimo: C’è una terza via. Usarlo solo per esibirlo. Di gente così ce n”è. Eccome.
    Ora, non voglio trasformarmi in un anti-ipad, ma lancio una provocazione. Qualcuno è in grado di dirmi UNA soa cosa che fa Ipad e che non posso fare io, con il mio cervello, la mia memoria, la mia curiosità, le mie gambe, le mie dita? Magari ci metto un po’ più di tempo, magari devo spostarmi da casa e alzarmi da una poltrona, confrontarmi con altre persone, chiedere, cercare, ma per il resto, cosa non ricade nel corredo di potenzialità che la natura mi ha affidato come essere umano pensante? Il divertimento… Divertirmi, posso divertirmi in mille modi, senza Ipad. Comunicare, idem.
    Questo per dire: non diventiamo integralisti. Ne dall’una né dall’altra parte.

  • il cacciatorino ha scritto:

    E vorrei suggerire uno scenario futuribile (fermo restando che probabilmente io stesso un giorno comprerò un ipad…): una serata tra amici o tra persone che potrebbero diventarlo. Ci si siede a un tavolo, si servono gli aperitivi. Tutti, nella borsa, hanno un ipad (considerata la popolarità rilevata al convegno americano di cui dai testimonianza). Tutti, a un certo punto, lo tirano fuori (l’ipad). Come potrebbe andare a finire una serata così?

  • Massimo ha scritto:

    @cacciatorino – gente da poco caro amico, gente da poco. Ma anche io voglio essere provocativo. C’é una sola cosa che ci viene dalla tecnologia che non possa esser fatta “con il mio cervello, la mia memoria, la mia curiosità, le mie gambe, le mie dita? “. Quello che dici non vale mica solo per l’iPad, perché focalizzarsi sull’iPad? ;-)

    Mi sembra che gli scenari che paventi succedono di giá, mica ci vuole l’iPad. Serata, tutti tirano fuori il blackberry, l’iPhone, l’iPod wifi e lanciano l’ultimo tweet sulla bella serata che stanno passando con gli amici, una foto al locale e update su FB, flickr, MySpace.

    Anzi, l’iPad é troppo grosso per questo. Giá succede cacciatorino, giá succede. In questo l’iPad arriva tardi… a cose giá fatte. Non te ne sei giá accorto ;-)

    Anzi, una cosa che l’iPad sembra fare al momento é ridare alla gente, specie chi viaggia, il gusto di leggere. Con l’iPad le vendite di e-book hanno manifestato un rialzo. Con una valigia leggera ed un iPad posso avere 1000 libri con me e leggerli benissimo in qualunque condizione ‘normale’ di lettura e non (provato a leggere un libro al buio?).

    Non posso certo mettere piú di un libro o due in una valigia ‘leggera’ per rapidi spostamenti in giro per il mondo.

  • Massimo ha scritto:

    e, provare per credere, una cosa é leggere un libro con un iPad, un altra é con un kindle, kindle2, B&N Nook, Sony Daily, Logic Que ProReader etc.
    Con quelli le vendite e-book non hanno avuto l’impennata data dall’iPad…

  • Abbattiamo ha scritto:

    E leggere un libro da un libro?

  • Abbattiamo ha scritto:

    @massimo: come vedi, dai forza al mio discorso. Ci sarà chi farà le serate da iPad, così come da BlacKBerry o da borsa Vuitton o da party al botulino. E’ quello che mi sforzo di comunicare in questi due post. Se uno strumento lo usa intelligentemente e in modo utile è un conto (e non ho nulla contro né l’iPad né contro qualunque altra invenzione tecnologica, ci mancherebbe), ma chi lo sfoggia stupidamente esiste eccome. Se vuoi ti presento un centinaio di persone di questo tipo, dato che chiedi se esistono. E’ molto difficile capire che era questo il mio concetto?

  • il cacciatorino ha scritto:

    Sono d’accordo: lo spazio. Sarà un ottimo lettore di libri elettronici. Ma io, per esempio, ho una visione perversa delle cose. A volte mi piace anche desiderare un libro che non sono riuscito a portarmi appresso. E mi riprometto di leggerlo appena torno a casa, e l’attesa me lo fa diventare ancora più appetibile. Averne 2000 stipati in un ipad sarà certamente comodo. Ma se poi venisse meno la curiosità (o l’imbarazzo) della scelta? Lo dico sostenitore di Itunes. Gran cosa non dover scartabellare tra mille custodie in cerca di un cd, ma spesso mi ritrovo a fare zapping senza finire mai l’ascolto di un brano.
    D’accordo, viaggiare senza un modo di ingannare il tempo può essere tedioso. Ma se ricominciassimo a dare un valore anche alla noia? Se ci costringessimo ogni tanto a trovare un modo diverso di passare il tempo (magari osservando gli altri, che sono uno spettacolo ormai sottovalutato e fuori moda ma sempre utile). Potrei persino provare a parlare con il mio vicino di aereo o di treno. Chissà che non sia lui a darmi il romanzo o il giornale che in quel momento mi manca.
    Ridare valore alla noia. Io quando vedo un bambino tra adulti che sprofonda nel suo nintendo, vorrei rivendicare il suo diritto ad annoiarsi. A correre al riparo costruendosi mondi paralleli, che siano solo suoi, e non prestabiliti da un percorso a tappe in un labirinto elettronico uguale per tutti. Ma basta, si va sul sociologico…

  • il cacciatorino ha scritto:

    o PREVALESSE l’imbarazzo della scelta

  • iTanus ha scritto:

    Caro Cacciatorino,
    sfido chiunque ad una cena con lei a tirar fuori un iPad o un BlackBerry.

    Secondo me, con lei attorno ad un tavolo, non c’è bisogno di accendere la Tv per ammazzare la noia.

    Apple infatti, al più presto, rilascerà una App contro la noia:
    iCacciatorino.

  • Massimo ha scritto:

    @abbattiamo. Carissima, concetto senza alcuna grinza, ma che c’entra l’iPad… Tali persone ci sono e ci saranno qualunque sia l’oggetto in questione, non dipende dall’oggetta ma dalla persona.

  • Massimo ha scritto:

    @cacciatorino – infatti, dipende dalla persona, non dall’oggetto in se. L’iPad non ha la forza di far diventare un vacuo una persona di spessore o viceversa. E anche avendo un iPad, chi ha detto che impedirá il piacere di comprare un bel buon libro o di trovare interessante la conversazione a tavola od il vicino di viaggio.

    Non do all’iPad alcun valore catartico od escatologico. Gli stupidi sono e saranno tali qualunque siano i gadget sfoggiati, e li sfoggeranno credendo di far chissá che ma rendendosi ancora piú vacui. Ma non sarebbe intelligente privarsi di un comodo tool solo perché in mano a molti stupidi. Il giorno che lo avrá (od il giorno in cui potró averlo io) ne sapremo fare l’uso intelligente, per espandere le opzioni, sfruttarne le capacitá e fregarsene di tirarlo fuori solo per intavolare una discussione sull’ultimo gadget con chi non ha altro su cui interloquire.

    Buona Domenica, ho un appuntamento con un Davidoff ;-)

  • Massimo ha scritto:

    e parlando di un altro gadget… Visto live lo scorso Mercoledí il demo di Kin, di Microsoft. Devo dire che mi ha sorpreso positivamente… da parte di Microsoft.

    Questi tempi saranno ricordati come il momento di convergenza tra Mobile, Open Source ed Internet. Un nuovo scenario digitale si sta aprendo sotto i nostri occhi… Il fiore deve ancora schiudersi ma é lí… pronto a schiudersi.

  • Abbattiamo ha scritto:

    @massimo: è proprio quello che scrivo da due giorni e che ancora sembra poco chiaro: l’IPad – come qualunque altro oggetto che può farsi status symbol (ne ho elencati altri, hai visto?) – in mano ai cultori degli status symbol stessi è un giocattolo. Però ora non lo ripeto più, perché ormai sono venuta a noia a me stessa. Figuriamoci agli altri.

  • Abbattiamo ha scritto:

    @iTanus: sarà per questo che non ho l’impianto 5.1, l’hi-fi ipergalattico, l’iPhone, il tostapane e il robot da cucina? Perché ho l’iCacciatorino, che é di tutto e di più?

  • iTanus ha scritto:

    Cara Appattiamo,
    ebbene si… ognuno ha le sue croci.

  • la contessa ha scritto:

    @Massimo: lei non ha ancora l’Ipad? Questa sì, che è una notizia.

  • Massimo ha scritto:

    @contessa… ammetto, come ogni cultore della Mela… aspetto sempre almeno la seconda versione.

    Un diamante non viene mai bene al primo taglio… ;-)

  • la contessa ha scritto:

    @Massimo: la capisco, anch’io ho dovuto resistere alla tentazione. Sono giorni che sto sulla pagina di Apple store col mio carrello pronto all’acquisto. Basta solo l’ultimo click… E poi c’è quella scritta: “consegna il 7 giugno”. E’ durissima, mi creda!

  • Massimo ha scritto:

    @contessa… capisco la sofferenza ma di solito l’attesa premia ;-)

  • Massimo ha scritto:

    …ma é anche vero che il price point… consentirebbe di non aspettare ;-)

    OK, adesso parlo da ex-Apple man ;-))))))

  • iTanus ha scritto:

    Mi avete convinto…
    non resisto all’idea di poterlo tirare fuori, un giorno (l’iPad intendo).

  • Massimo ha scritto:

    @abbattiamo…. non il tostapane… interesting… immagino peró che i French toasts li sappia fare lo stesso… o no? (oh my, never had a French toast??? ) ;-)

  • Massimo ha scritto:

    @iTanus…. APPorcellone!!!!!!

    LOL

  • verbena ha scritto:

    Chissà perché ogni volta che si parla di questi argomenti, mi viene di tirare fuori (con il permesso di Tanus) quest’articolo.
    Correva l’anno 1995 e…
    http://www.newsweek.com/id/106554

  • Gery Palazzotto ha scritto:

    Ottima citazione, cara Verbena. C’è qualcuno che ce lo traduce questo articolo?

  • Massimo ha scritto:

    @Verbena

    FANTA-HOLYCOW-STIC!!!!!

    Thank you, thank you, thank you. Cercavo quest’articolo da qualche moh, ricordavo esisteva ma non dove. Mi serve e mi servirá per un meeting la prossima settimana.

    HOLY *UCKING SHIT

    Scusate ma orgasmico il materiale che mi da!!!!

  • la contessa ha scritto:

    Verbena cara, ma lei fa sempre questo effetto agli uomini? Parliamone.

  • verbena ha scritto:

    WoW!!

  • verbena ha scritto:

    @contessa: è da un po’ che non mi metto alla prova…

  • la contessa ha scritto:

    @Verbena: Bè, non ha perso il tocco, mi pare…

  • Massimo ha scritto:

    :-))))))))

    Ragazze, siete bellissime! ;-)

  • verbena ha scritto:

    Gery, potrebbe bastare anche solo questa frase:

    “Yet Nicholas Negroponte, director of the MIT Media Lab, predicts that we’ll soon buy books and newspapers straight over the Intenet. Uh, sure”.

    “Eppure, Nicholas Negroponte, direttore del Media Lab del MIT, prevede che presto compreremo libri e giornali direttamente su Intenet. Uh, certo”.

    Per correttezza, però, è giusto anche leggere questo articolo sul povero Clifford Stoll che con questa gaffe è passato alla storia:

    http://www.pbs.org/idealab/2010/03/clifford-stoll-was-wrong-but-internet-is-far-from-perfect062.html

  • Tanus ha scritto:

    @iMassimo:
    iLOL

  • Massimo ha scritto:

    Stoll non é stato il solo. Anche Bill Gates ha fatto commenti completamente sbagliati sull’evoluzione in IT.

    “Chi avrá mai bisogno di piú di 640k di memoria in un computer?”

    ed il piú grosso problema in MS OS (security) ha radici nel fatto che Gates non ha mai creduto in altro che LAN (Local Area Network). L’idea che computer di tutto il mondo potessero connettersi con computer da tutto il resto del mondo era impensabile in WINDOWS (e l’architettura interna ne é un risultato)

  • iTanus ha scritto:

    @Massimo:
    in effetti lo zio Bill, nel “La strada che porta al domani”, ha sbagliato nettamente bivio.
    E’ sicuramente un grande manager, ma purtroppo per lui, e fortunatamente per noi, il futuro non si è evoluto nella sola e unica direzione che avrebbe voluto: la sua.
    Ha voluto instaurare un monopolio, che giorno dopo giorno dimostra i suoi limiti. Gli informatici sono gente strana, non puoi obbligarli a seguire una sola strada, ne troveranno sempre una personale e più breve.

    Spero solo che Steve non cada nello stesso tranello, mi spiacerebbe, però si è già avviato.

    PS Massimo, il mio primo programma assembly l’ho scritto per un Apple II (6502), archeologia informatica.

  • il cacciatorino ha scritto:

    @Tanus: lo zio Bill mi ricorda 3 nipoti e un maggiordomo…

  • Tanus ha scritto:

    @Cacciatorino:
    ma lo sa maestro che è proprio antico…

    Si ricorda anche George e Mildred?

  • Tanus ha scritto:

    e il nido di Robin?

  • verbena ha scritto:
  • la contessa ha scritto:

    Accidenti, questo mi manca! Però in tema di amarcord, questo è il mio primo ricordo televisivo:

    http://www.youtube.com/watch?v=HuGL4lf1Pg0

  • verbena ha scritto:

    é vero Contessa, anche il mio, insieme a Sandokan.

  • il cacciatorino ha scritto:

    @tanus: non colsi “il nido di Robin”, ma il suo (credo) spin-spin-off sì: “Un uomo in casa” (quello inglese, non la ciofeca americana da cui fu tratto). George e Mildred li ho anche citati in un romanzo, e lo preciso con un certo disdoro. Quei due li trovavo persino inquietanti, a dirla tutta.
    Ricordo tutto questo, caro il mio Tanus, sì. Non so se sia un bene o un male.
    @contessa: anche lei è antichina, eh…
    Ma forse non siamo noi a essere veramente invecchiati. Forse è il tempo (televisivo e delle mode) che ormai passa troppo velocemente.

  • il cacciatorino ha scritto:

    Correggo: “non la ciofeca americana che NE TRASSERO”. Era il contrario.

  • Tanus ha scritto:

    Da Un uomo in casa trassero i due citati:
    George e Mildred e Il nido di Robin.

    Orzowei lo ricordo benissimo.

    Caro maestro, lei non disdegnò neanche Happy Days, se ben ricordo.

  • il cacciatorino ha scritto:

    @Tanus: sì, ha ragione, bravo! Il che mi dice che lei è più vecchio di me, pur essendo più giovane. E’ come in quel film di woody allen: c’erano il vecchio Grigori e il giovane Grigori. Stranamente il vecchio Grigori era più giovane del giovane Grigori.
    Furia. Altra fonte di letizia e di tristezze. Rivedendo quelle sigle credo di capire. Si spiega in parte il perché siamo una generazione di depressi.

  • Tanus ha scritto:

    http://www.youtube.com/watch?v=aqIKVEh9BPI

    E adesso basta sennò altro che futuro… mi metto a piangere sul passato.

  • Tanus ha scritto:

    Cacciatorino,
    mica è un’offesa. Lei ha 22 anni e io 20.

  • il cacciatorino ha scritto:

    Tanus, facciamo io 16 e lei 14. Perché lesinare?

  • Tanus ha scritto:

    Pensi che anch’io ai miei tempi mi feci il giornalino, chissà che fine fece…
    http://www.youtube.com/watch?v=3K_B9qEzq-I

    Volendoci ripensare, nella vita c’è sempre origine alle passioni.

  • Tanus ha scritto:

    Maestro,
    io preferisco Desinare.

  • il cacciatorino ha scritto:

    Vabbe’, rilancio. Vediamo se riesce a battermi questa:
    http://www.youtube.com/watch?v=7IMxmLatOGI&feature=related

  • Tanus ha scritto:

    Azz…
    mi stavo mettendo a cantare… pure i bambini svegliavo…

  • il cacciatorino ha scritto:

    Mi dichiaro sconfitto. E l’ultimo chiuda la porta.

  • il cacciatorino ha scritto:

    Tanus, però è stato fortunato: non sono riuscito a beccare la sigla della “famiglia Smith” con Henry Fonda e Ron Howard.

  • Tanus ha scritto:

    Altro che chiudere la porta… lei istiga maestro

    http://www.youtube.com/watch?v=RPBYbl2MsKQ&feature=related

  • il cacciatorino ha scritto:

    Va bene. Depongo le armi e mi inchino alla sua superiorità.
    La sigla di Lupin ha un che di “gay”… ora che ci penso.
    Sono sconvolto anche per la somiglianza di Fonda di quel periodo con mio suocero.

  • Tanus ha scritto:

    Si figuri…
    mia suocera somiglia a Mildred.

  • Tanus ha scritto:

    No no,
    ciò pensato bene…
    Mildred era più carina.

  • Tanus ha scritto:

    ci ho, volevo scrivere…

  • il cacciatorino ha scritto:

    Mamma mia, Tanus! Chiamiamo un consultorio familiare!

  • pirsimona ha scritto:

    Gery, mi hai censurato! Non è giusto :-(
    Io avevo solo scritto che avrei visto bene l’iPad nelle mani del cacciatorino, ma adesso lui non potrà capire!

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