Non so se possa esistere una concreta identificazione tra città e cittadino. E’ possibile una reale sovrapposizione? Si può affermare “io sono Palermo”? Ciò che accade alla città accade simultaneamente ai suoi abitanti e viceversa? Da ragazzino ero convinto di essere legato a doppio filo con la mia città. Storia di viscere e senso d’appartenenza. Io ero triste? Ed ecco Palermo coprirsi di nuvole ostili. Io ero raggiante? E Palermo riluceva di sole e odorava di mare. Ma forse ero addolorato proprio perché Palermo era grigia o ero illuminato perché la città mi nutriva di luce. Non lo so. Non so se sia possibile che un abitante di un luogo sia quel luogo, e che quel luogo sia i suoi abitanti. Come davvero non so se in quei giorni di sangue ogni palermitano fosse Palermo e viceversa.
Il crollo però fu il medesimo.

Da “Mio padre non ha mai avuto un cane” di Davide Enia. Anteprima vista a Villa Filippina, Palermo, il 3 ottobre 2009.
Da non perdere il libro in uscita per Fandango.

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