Piange Palermo

Foto di Tony Siino, da Rosalio
Foto di Tony Siino, da Rosalio

L’attimino fuggente

di Giacomo Cacciatore

Rosalia mi perdoni, ma il festino della patrona non l’ho mai potuto digerire. E in fondo, non è nemmeno responsabilità della santa.  E’ la premessa drammatica della celebrazione che non mi esalta: i guai li risolve la provvidenza. Niente può l’iniziativa.  Cade la peste su Palermo. Le madri piangono i loro figli. Gli uomini piangono figli, madri, nonni e cugini. I più arrabbiati piangono – e basta – l’egoismo dei potenti (che cosa mai avevano promesso nelle precedenti elezioni?) che hanno mezzi e astuzia sufficienti per cercarsi squadre di cerusici che li preservino dal male nero, e ognun per sé, eccetera. Tutti quanti piangono e strapiangono nell’attesa della Santuzza che innaffi la città di benedizioni anti-peste. Intanto muoiono, si denudano il petto, boccheggiano, poetano, si contorcono, corrono senza direzione.  Nella proverbiale Oslo, sarebbe saltato fuori un medico benefattore della collettività che avrebbe cavato un antidoto da una muffa. Un santuzzo.  A New York, avrebbero prima costituito un gruppo di scienziati no-profit impegnati a lottare contro l’epidemia e spodestato sindaco o presidente marrani. Uno staff di santuzzi.  Poi, a cose fatte, avrebbero pianto. E pregato. A Palermo, persino nelle favole antiche, si tiene conto della più archetipica risorsa del siciliano: l’assistenzialismo, più o meno disatteso. Cammarata, distratto com’è,  ha fatto male a non salire sul carro. La Santa c’entra pochissimo con i lazzi i frizzi e i palloni della notte del quindici luglio. I veri protagonisti del festino sono quelli come lui.

Pubblicato da

Gery Palazzotto

Palermo. Classe 1963. Sei-sette vite vissute sempre sbagliando da solo. Sportivo nonostante tutto.

7 commenti su “Piange Palermo”

  1. I giornali siciliani di oggi su Cammarata sono meravigliosi…
    segnalo la foto del Sindaco inginocchiato, con le mani giunte davanti alla santa, pubblicata da La Sicilia cronaca di Palermo.
    Spero che più tardi sia on line perchè è meravigliosa.

  2. @silvia: insomma, su questo ho qualche – abbondante – perplessità. Lo stesso concetto si poteva esprimere in modo più professionale, non come se il vaticanista fosse seduto sul divano di casa sua e parlasse con gli amici. L’abilità, a volte, sta anche nella capacità di usare una perifrasi. Sarebbe stata una furbizia utile.
    Se Balducci pensava di farla franca, ha fatto male i conti. A me è sembrato molto sprovveduto e poco professionale.

  3. @Abbattiamo, hai pienamente ragione, il mio è un commento un pò sprovveduto forse, ingenuo sicuramente.

  4. Impulsiva sicuramente nell’insorgere contro Papa, Vaticano e compagnia per i quali nutro pofonda e radicata avversione.

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