Obama ha giurato. Il suo discorso, come previsto, è stato impeccabile.
Due sensazioni.
La prima: con tali meravigliose premesse è difficilissimo superarsi; necessariamente il nuovo capo della Casa Bianca dovrà fare qualcosa di meno bello rispetto a quanto ha promesso.
Le seconda: un simile panorama di perfezione (eloquio, significati, allegorie, programmi, incarnazione di un miracolo) suscita in chi non vive in quel raggio di fortunato incanto un inconfessabile disfattismo; in altre parole una sistematica sfiducia e un certo pessimismo contagiano molti di quelli che non hanno un principale di simile caratura.
Spero che il nuovo presidente degli Stati Uniti giochi presto a nascondino con un premier o che gli faccia le corna in una foto ufficiale. Così, tanto per sentirmi meno sconsolato.

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