Torna in auge la possibilità di rendere pubbliche le dichiarazioni dei redditi. C’è un precedente illustre, quando nel 2008 il ministro Fisco Visco provò a metterle online. L’iniziativa durò quanto da Natale a Santo Stefano, anzi molto meno: poche ore. Poi furono ritirate tra le urla di Grillo e i balbettii del garante della privacy.
Per quanto mi riguarda ero e rimango favorevole a ogni forma di condivisione dei dati reddituali perché, non vivendo nelle lande di Alice nel paese delle meraviglie, credo che ciò che è pubblico si presta (un po’) meno ai sotterfugi. Qualcuno l’ha ribadito in questi giorni, anche nel centrodestra: il problema economico dell’Italia è la dirompente evasione fiscale.
E se per avere contezza della buona fede di una persona oltre che guardarla negli occhi occorrerà ravanare nelle tasche, pazienza.

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