Le tasche degli italiani

Torna in auge la possibilità di rendere pubbliche le dichiarazioni dei redditi. C’è un precedente illustre, quando nel 2008 il ministro Fisco Visco provò a metterle online. L’iniziativa durò quanto da Natale a Santo Stefano, anzi molto meno: poche ore. Poi furono ritirate tra le urla di Grillo e i balbettii del garante della privacy.
Per quanto mi riguarda ero e rimango favorevole a ogni forma di condivisione dei dati reddituali perché, non vivendo nelle lande di Alice nel paese delle meraviglie, credo che ciò che è pubblico si presta (un po’) meno ai sotterfugi. Qualcuno l’ha ribadito in questi giorni, anche nel centrodestra: il problema economico dell’Italia è la dirompente evasione fiscale.
E se per avere contezza della buona fede di una persona oltre che guardarla negli occhi occorrerà ravanare nelle tasche, pazienza.

  

8 Comments

  1. Vins
    Set 01, 2011 @ 00:47:19

    Il ministro Fisco? Errore, gioco di parole o Word?

  2. Salvatore Battaglia
    Set 01, 2011 @ 04:22:37

    Condivido in pieno.
    Tranne il lapus calami Ministro Visco

  3. Gery Palazzotto
    Set 01, 2011 @ 08:34:10

    Ooops! Errore di Word…

  4. spallanzani
    Set 01, 2011 @ 16:15:05

    Pare che in Finlandia puoi ricevere attraverso un sms i dati del reddito di chiunque (servizio a pagamento, of course….).

  5. Stef
    Set 01, 2011 @ 16:19:20

    Qui se ci provi, in qualche modo riescono a fregarti pure il telefonino.

  6. Tex Willer
    Set 01, 2011 @ 19:53:28

    Quando esercitavo la nobile arte del giornalismo (quasi mezzo secolo fa ahimè) il quotidiano per il quale lavoravo, come altri, pubblicava ogni anno l’elenco dei contribuenti, comune per comune. Era un modo per vendere più copie, sfruttando l’insaziabile curiosità della gente che pensava di poter rovistare dentro il portafoglio del vicino senza commettere peccato né reato. Sapeste quante sorprese e, soprattutto, quanti nemici ti facevi.
    Poi inventarono la privacy e la creatura fu fatta annegare prima che potesse divenire adulta.
    Potete crederci, anche questa volta l’ammazzeranno, ancor prima che veda la luce.

  7. Salvatore Battaglia
    Set 01, 2011 @ 20:25:10

    Chiedo venia: il lapsus di lapsus: LAPSUS: si
    corre sempre sul computer.
    Che fatica…

  8. fm
    Set 01, 2011 @ 22:05:08

    Non ne usciremo mai!

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