Il pizzino di Obama

Uno sogna il mito della tecnologia, dei corpi scelti americani, dei satelliti e delle incursioni in diretta, delle operazioni in stile Jack Bauer, del presidente combattente e del combattente senza paura. Poi si deve arrendere all’evidenza che il mondo è paese, anzi paesello, quando tutto inizia sempre con un pizzino.

 

  

6 Comments

  1. Massimo
    Mag 04, 2011 @ 09:54:02

    Su cui c’era scritto “ho dimenticato di prendere il DVD 3D del nuovo film della Disney “Prom” che esce oggi in tutti gli USA. Se le piccole non lo trovano succede un casino”

    Ragazzi, qualcuno mi spiega perché Obama che ha seguito l’attacco in diretta alla Casa Bianca, con i Navy Seals che fanno parte della MARINA, non dell’Aviazione, con Leon Panetta (quindi la CIA) responsabile dell’organizzazione, doveva scrivere l’ordine finale in un “pizzino”. A parte il fatto che la notizia è venuta fuori dalla penna allucinata del giornalista che scrive che il biglietto conteneva l’ordine di ammazzare bin Ladin, per poi OVVIAMENTE ammettere nell’articolo che nessuno sa cosa ci fosse scritto in quei biglietti scambiati con un ufficiale dell’Aviazione. Qualunque sia il grado, non serve essere informati in cose militari per rendersi conto dell’assurdità della cosa.

    Nel pizzino di ritorno c’era scritto: “Ristorante e cena a luna di candele per lei e Michelle prenotati. Tutto pronto, nessun giornalista cagac*zzi in giro: assicurato”.

    Ahhh quando non si sa che scrivere su un evento… la fantasia impera.

    PS
    Gery, guarda che non ce l’ho mica con te ;-)))))))))))))))))))))) nè con la categoria, però la notizia come è stata riportata ed interpretate dalle varie testate mi sembra un momento di generale sindrome da Novella 2000. LOL

  2. Gery Palazzotto
    Mag 04, 2011 @ 09:56:45

    Caro Massimo, concordo!

  3. fm
    Mag 04, 2011 @ 14:50:33

    magari si trattava di un bigliettino d’amore!

  4. Angelo
    Mag 05, 2011 @ 22:34:50

    Io invece ho notato una certa assonanza tra il nascondiglio di OBL e quello del “nostro” Totò Riina: non una spelonca sperduta in mezzo alle montagne, ma un’anonima “villetta” a breve distanza dalle comodità di una città. E comunicazioni col resto del mondo tramite corrieri.

  5. Maurizio M.
    Mag 05, 2011 @ 22:48:18

    Angelo, infatti! Gli americani per anni hanno bombardato le montagne in Afghanistan facendo credere al mondo che stavano facendo la cosa giusta. Non è che GWB aveva bisogno dell’uomo nero per restare in carica?

  6. Massimo
    Mag 06, 2011 @ 08:26:24

    O forse GWB appena gli dicevano “forse é lì…” ordinava “BOMBARDATE” mentre BO risponde “…forse?! Non basta. Continuate a cercare, e meglio!”

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