Anch’io nel mio piccolo ho visto la luce
Umberto Scapagnini racconta la sua esperienza del coma. Tra qualche amenità e un paio di battute dice una cosa che mi colpisce. “Ricordo un tunnel di luce”.
Molti anni fa, quando ero bambino, anche io finii in coma e l’unica cosa che ricordo è proprio quel tunnel di luce nel quale mi persi e dal quale, per fortuna, riemersi un paio di giorni dopo.
So che sono in molti a portare testimonianze come la mia in un ambito molto delicato come quello che gli inglesi chiamano Near Death Experience (esperienze ai confini con la morte) e so anche che ci sono molti ciarlatani in giro. Per quel che può valere io non ci ho scritto su un libro, né ci ho costruito su niente che vada oltre una chiacchierata con gli amici, a parte queste dodici righe.



30 marzo 2011 alle 22:09
Mi è piaciuto questo post: leggero e aperto al possibile come deve essere – per me – quando si parla di questi temi.
30 marzo 2011 alle 22:17
L’apertura al “possibile” dev’essere sempre una caratteristica dell’uomo intellettualmente onesto quale tu sei, Gery. Condivido con te che questo tipo di esperienze siano personali, e pertanto non facilmente comunicabili. Diffido dei sensazionalismi, ma apprezzo le “confidenze”.
31 marzo 2011 alle 13:46
Si potrebbe anche disquisire sull’intero firmamento che si vede netto e chiaro quando prendi una storta e ti fratturi il quinto metatarso…
31 marzo 2011 alle 14:58
@Vix @Totietoreri: grazie grazie, siete troppo clementi.
@gianni allegra: la tua vignetta su Rep di oggi è fantastica.
2 aprile 2011 alle 15:38
Ciao, Gery, grazie!