Voglio tornare a essere la vecchia Ruby, poter andare a mangiare una pizza, uscire con le mie amiche, andare al cinema e condurre una vita normale.

La frase è stata pronunciata da quella Ruby lì, in una conferenza stampa indetta dal viennese Richard Lugner che l’ha invitata in Austria al Ballo delle debuttanti. Il luogo comune del si stava meglio quando si stava peggio, del com’era verde la mia valle, del fermate il mondo voglio scendere, funziona quando c’è un principio di genuinità a governare un ragionamento.
Nel caso di Ruby Rubacuori, una che ha costruito tutta la sua esistenza sull’occasione e sulla reiterazione del reato, le cose possono essere lette in altro modo. La volontà di riavere una vita normale potrebbe essere frutto della paura: quando gli eventi si mettono male, pure un senzatetto rimpiange il suo posto all’addiaccio.
Il volersi riciclare come persona ordinaria (“spero che la gente mi giudichi per quello che sono veramente”, dice in un altro passaggio della conferenza stampa) comporta il rischio che la gente la prenda sul serio e che cominci a snocciolare quel che sa veramente su questa ragazza: i suoi precedenti penali, il suo mestiere, le sue contraddizioni, il suo talento inesistente.
Invocare la ggente è sempre un’arma a doppio taglio quando non si ha un passato blindato.

P.S.
Ieri sera Lele Mora ha annunciato le nozze di Ruby per il 17 marzo. Sarà lui stesso ad accompagnarla all’altare. Aspetto di saperne di più sul prete.

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