Il cartellino dei giudici

Il ministro Brunetta vuole piazzare i tornelli all’ingresso dei tribunali per controllare quanto lavorano i magistrati. Brunetta non mi sta simpatico, ma accolgo con favore ogni iniziativa – da qualunque parte politica provenga – che renda difficile la vita ai fannulloni. Che siano giudici o impiegati del catasto, che abbiano quattro lauree o la semplice terza media, i lavoratori hanno l’obbligo di non rubare lo stipendio. Forse per essere stata fastidiosamente bersagliata da berluscones e affini, la categoria dei magistrati mi è parsa ultimamente un po’ troppo suscettibile. L’idea del ministro della Funzione pubblica è stata accolta con una levata di scudi dall’Anm: “Lavoriamo fin troppo”; “ci sono colleghi che si portano il lavoro a casa”. Quale migliore occasione di un controllo certificato per evitare abusi e per alleggerire i carichi di lavoro, allora?
In Italia l’allergia al controllo si propaga troppo spesso ai controllori. E in certi momenti c’è un solo metodo per dimostrare la propria onestà: mostrare tasche e documenti. Timbrare il cartellino non è pratica umiliante né contronatura. E’ forse il modo migliore per dimostrare quanto un organico è all’osso e per togliere alibi a chi di alibi infarcisce le proprie azioni.

O.T.
C’è sempre il solito problema tecnico che rende un po’ più difficile postare commenti. Vi ricordo che la procedura più semplice, se non si è loggati a Blogger, è quella di postare come “anonimo” e mettere la firma o il nick name alla fine del commento.
Ge.P.

  

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