Il bravo presentatore

Ci sarà qualcosa di scassato nel motore che muove la coscienza collettiva italiana se ci si deve aggrappare alle parole di un presentatore televisivo per trovare un brandello di verità scomoda ma onesta. Pippo Baudo ieri, dalla platea di “Quelli che il calcio…”(mica in Parlamento o all’università) ha criticato la Chiesa siciliana e persino il Papa. Lo ha fatto con toni accesi ma mai fuori misura togliendo a tutti i finti chierichetti della politica tricolore l’alibi del modo e dell’opportunità.
Dopo la morte dell’ispettore capo Filippo Raciti la festa di Sant’Agata andava bloccata – ha detto in soldoni Baudo – e il Papa anziché comiziare all’Angelus di coppie di fatto ed eutanasia poteva almeno fare un accenno alla tragedia di Catania.
In una situazione complessa come quella in cui ci troviamo, con un governo di sinistra che non riesce nemmeno a reggere la forchetta con la mano sinistra quando ha l’altra impegnata col coltello, ci voleva un bravo presentatore a farci venire in mente che lo Stato è laico e che non può chiedere il permesso alla Santa Sede per ogni passo che ha in mente di fare. E al contempo che la Chiesa non può mostrarsi sorda alle esplosioni di bombe carta e alle urla di quei feriti senza tessera di partito che sono i nostri poliziotti e carabinieri. Quanto ai Pacs e all’eutanasia, il Papa può dormire sonni tranquilli: il governo Prodi traduce le sue divisioni e le sue incertezze in fatti che rasserenano suoi detrattori. Un giorno di questi arresteranno Berlusconi in flagranza di reato mentre mangia un bambino.
  

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