“L’autovettura oggetto della contravvenzione era temporaneamente sprovvista dell’autorizzazione al transito, che non mi è stato possibile rinnovare tempestivamente a causa di continui e ripetuti impegni in diverse parti d’Italia correlati al mio mandato istituzionale”.

Con questa surreale motivazione il senatore Maurizio Gasparri ha chiesto, su carta intestata del Senato, ai vigili urbani di Roma di annullare tutte le contravvenzioni collegate all’auto di sua moglie.
Davanti a notizie come questa cresce in me la consapevolezza che un giorno per togliersi dai piedi gente del genere non servirà la Norimberga evocata da Grillo: basterà tirare lo sciacquone.

Grazie a Giuseppe Giglio.

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