Rosso relativo

Ho l’abitudine di guardare indietro per capire quel che ho davanti. E ho la fortuna, perché di fortuna si tratta, di trovare un appiglio di felicità in ogni giorno che passa.
Sono un ex pessimista quindi parto avvantaggiato: vuoi mettere l’improvvisa consapevolezza che non tutto è destinato a girare per il verso sbagliato?
Credo che l’elisir di lunga vita sia relativizzare tutto, tranne un paio di cose che hanno a che fare con la fede o col sentimento. Quindi per combattere i concetti assoluti, mi affido alla memoria: dov’ero esattamente dieci anni fa? Come stavo? Che facevo?
Provate anche voi, se non avete seminato vento, vi sentirete bene. E magari, se volete, ne riparleremo.
Tra una bottiglia di vino e un’auto io scelgo la prima, perché subisce l’effetto del tempo in maniera opposta rispetto alla seconda

  

8 Comments

  1. la contessa
    Apr 08, 2011 @ 09:20:53

    Quanto mi piacciono questi post… intimisti.

  2. Verbena
    Apr 08, 2011 @ 11:37:11

    Prosit! Bel post

  3. Maristella
    Apr 08, 2011 @ 13:40:36

    Bel post, di quelli che pensi: “perchè non l’ho scritto io”.
    Dieci anni fa avevo vent’anni, migliaia di ambizioni, la valigia sotto il letto e tanti vuoti d’aria da controllare.
    Oggi ho addomesticato le ambizioni e per molte di queste il posto è stato preso dai sogni. Ho una collezione privata di felicità, che all’epoca non possedevo, e alla quale attingo nei giorni di temporale. Ho anche qualche ferita in più, guarità dai doni della vita, che oggi, rispetto a dieci anni fa, riesco a distinguere.
    E poi a vent’anni lottavo per essere perfetta, condannandomi a quotidiane tristezze. Oggi coltivo meticolosamente le mie imperfezioni.
    Su tutto oggi ho la certezza che, l’amore, come la fede, se hanno una grande essenza, non puoi metterli in discussione.

  4. Vix
    Apr 08, 2011 @ 13:43:52

    Bel post di Gery …. ma anche Maristella non scherza …

  5. Vera
    Apr 08, 2011 @ 16:59:29

    E se non vedi cambiamento, per quanto ha lavorato che fai? Ciao.

  6. giusicilia
    Apr 08, 2011 @ 18:59:38

    aprile 2001, lavoravo in un prestigioso studio legale da schiava entusiasta, non sapevo che da lì ad un mese si sarebbe rivoluzionata la mia vita…10 anni pieni di inaspettate gioie e traguardi che possono stordirti, grandi dolori e delusioni da cui a fatica ti affranchi, 10 anni, 10 chili e qualche ruga in più oggi ho l’assoluta consapevolezza di non poter mai più essere intransigente e radicale, moralista ed idealista, positiva ed ottimista ad oltranza, e quel sorriso limpido e pulito non c’è più… ho sconfitto paure e ne ho di nuove, come quella di non riuscire a dire di essere felice…per cui non lo dirò neanche adesso che ho accanto a me in questo istante una meravigliosa creatura di 5 kg che mi guarda sereno con gli stessi identici occhi dell’uomo che amo

  7. MezzaManica
    Apr 11, 2011 @ 18:16:13

    dieci anni fa mi stavo per laureare. volevo spaccare il mondo. avere una bella carriera, una famiglia, un marito che mi adorasse e da adorare. oggi non ho niente di tutto questo. al posto di questi sogni ho solo tanta amarezza e solitudine nel cuore. ultimamente avevo trovato l’Amore della mia vita…si quello con la A maiuscola, quello che ti capita una volta nella vita e non tutti hanno la fortuna di averlo…bhe anche se per poco IO ho avuto questa fortuna…Che tu possa rifarmi questa domanda tra 10 anni e che io possa risponderti che quell’Amore è tornato.

  8. Maurizio
    Apr 17, 2011 @ 22:25:12

    Condivido al 100% il principio vitale della “relativizzazione” che pero’ mi guardo bene dal non confondere con la “contestualizzazione”. Grazie, mi piace questo post letto tardi prima di dormire.

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