Why?
L’attimino fuggente
di Giacomo Cacciatore
Sta per arrivare in Italia “Nine”, un film americano che rifà un musical che rifaceva a sua volta “8 ½” di Fellini. Penelope Cruz al posto della Milo, Daniel Day Lewis al posto di Mastroianni, Nicole Kidman al posto della Cardinale e il regista Rob Marshall (autore di “Chicago”) al posto di Federico. Mastandrea è in ruolo: fa un cameriere.
La domanda sorge spontanea e fa pure mezza rima con il titolo.
“Why?”.



16 gennaio 2010 alle 09:04
Cacciatorino, e se poi le piace, come la mettiamo?
16 gennaio 2010 alle 09:25
La Cruz è meglio della Milo sicuramente e Daniel Day-Lewis è un grandissimo. da non confrontare con il Mastroianni stupto e languorso (il più grande nel cinema italiano). I remake in genere sono “pacchi”, ma questa volta spero sia almeno un buon lavoro: una cosa è certa, Fellini è Fellini. Unico.
16 gennaio 2010 alle 09:26
stupto: stupìto.
16 gennaio 2010 alle 12:29
languorso: languoroso
16 gennaio 2010 alle 13:01
La cosa che non capisco è: perché rifare la Gioconda se esiste già, e che è Gioconda anche perché fatta con i colori di un ben preciso periodo, nell’aria di un ben preciso periodo e da un genio che era un genio irripetibile anche perché è esistito in certo periodo?. Mi godo la Gioconda e basta. Otto e 1/2 non è per me solo un film di Fellini. E’ Fellini in quel momento della sua vita. Ed è Fellini come l’ho conosciuto in un particolare momento della mia vita. Di che cosa sia il signor Rob Marshall in questo momento della sua vita (e della mia) francamente non mi importa granché. Sarò rigido: è un film che non andrò a vedere per questioni ideologiche. Legate all’arte, per fortuna e non ad altro.
Non so se mi sono capito…
16 gennaio 2010 alle 13:40
A parte le mie piccole osservazioni estetiche, credo proprio che non andrò a vedere il film nemmeno io: sono cinefilo alquanto purista e non no ho alcuna simpatia per i rifacimenti (dal sapore sempre commerciale e ruffiano). Poi, mettere in discussione Fellini, è cosa perlomeno stupida. Già citarlo anche affettuosamente è cosa ardua (e talvolta indigesta…).
16 gennaio 2010 alle 18:18
Cacciatorino ci abbiamo capito (;-)), io invece aspetterò di vederlo per giudicare, Chicago ai tempi mi piacque alquanto e poi la Kidman m’attizza tanto :)
17 gennaio 2010 alle 19:38
E’ un’esigenza antropologico-culturale: gli americani non sanno vivere senza nutrire il culto di qualcosa.